«Chi mi ha lasciato non fa parte di me»

Mi chiamo Manuela e sono stata adottata a due anni. La mia è stata una famiglia di Roma direi stupenda e spesso penso che esserci arrivata sia stato davvero un dono che Dio mi ha fatto, forse un po’ complicato ma di sicuro un dono. Non so davvero come spiegarlo, e spero nella foga di una cosa che mi sta molto a cuore di non risultare supponente: ma non fatelo non cercate in chi non fa parte della vostra vita delle risposte che non servono. Perché dico che non fanno parte della vostra vita? Perché farne parte vuol dire presenza, loro sono se mai un'assenza da elaborare, il più possibile in modo sereno, dentro di noi e con i nostri genitori. Loro, i «genitori» naturali, a questo non servono. Vorrei chiarire che non è che io non abbia ricordi del «prima» e non sono neppure il massimo, ma li considero solo per quello che sono: un bagaglio con cui convivere e che, elaborato con un po’ di fatica, forse mi ha reso più sensibile e conscia della mia unicità e della gioia che sono la vita e la famiglia anche più di chi non ha il mio vissuto.
Il resto è stato tutto così uguale agli altri bambini.