Chi di morale ferisce

Un centrosinistra che vincesse le elezioni, stai a vedere, si ritroverebbe a dover affrontare una personalissima questione morale. Sì, perché a sinistra non mancano forze politiche secondo le quali ­ regola ferrea ­ chi abbia subito condanne definitive non deve essere candidato o ricandidato. Se andate sul sito di Antonio Di Pietro, per esempio, c’è tutto l’elenco dei parlamentari condannati: e non sono tutti di centrodestra. C’è, per esempio, Enzo Carra della Margherita: un anno e quattro mesi per false dichiarazioni sulla tangente Enimont. C’è Augusto Rollandin, senatore dell’Union Valdôtaine e poi dei Democratici di sinistra: sedici mesi di reclusione e due milioni di multa per abuso d’ufficio. Dichiarato decaduto dalla Corte d’appello di Torino in quanto «ineleggibile», nel 2001 si è candidato al senato con l’Union Valdôtaine e i Ds e i Democratici. Poi, lasciando da parte casi giudiziariamente trascurabili come quello di Vittorio Sgarbi, c’è nientemeno che il deputato dei Ds Vincenzo Visco: nel 2001 è stato condannato definitivamente dalla Cassazione per abusivismo edilizio: fece degli ampliamenti illeciti nella sua casa di Pantelleria e si beccò dieci giorni di arresto e venti milioni di ammenda, più la demolizione delle opere abusive. Trascurabile? Chiedete a Di Pietro, ai comunisti, ai verdi, ai manettari di Micromega. Comunque vada, in primavera sarà uno spettacolo.