«Chi è per la moschea parla per i fatti suoi»

«Gagliardi si assume la responsabilità di quello che dice. Questo progetto non va bene». La scelta di realizzare una moschea al Lagaccio Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Genova, la sta patendo e non poco. Una scelta che non condivide sia per la realizzazione di un centro islamico in città, sia per come il sindaco ha assunto questa decisione. In totale autonomia. E la cosa che la fa più arrabbiare, spiega mentre abbassa lo sguardo verso la pagina del Giornale di ieri che contiene l’intervista al collega di gruppo Alberto Gagliardi, è la mancanza di una posizione chiara da parte di Forza Italia.
Dopo quello che lei ha detto in commissione sentirsi dire da Gagliardi che Vincenzi ha fatto una bella mossa dà fastidio?
«Credo che anche a livello nazionale il centrodestra abbia chiarito da che parte sta. Da Gianni Baget Bozzo a Maurizio Gasparri nessuno ha avuto parole d’apertura. Il comportamento avuto dalla Vincenzi, il metodo che ha seguito per andare avanti in questa vicenda è inqualificabile. Ha annullato il ruolo del consiglio. Mi spiace che ci sia chi sostenga la sua scelta dentro il nostro gruppo».
Lei è il capogruppo, se Gagliardi andasse avanti su questa strada potrebbe sempre espellerlo.
«A me sembra che Gagliardi si stia allontanando da solo. Non per le sue posizioni spesso in controtendenza, ma perché non partecipa più alle riunioni di partito. Ed era l’unico consigliere comunale tra Forza Italia, An e Lista Biasotti a non essere presente a Varazze per gli stati generali del Pdl».
Il presidente della Camera Gianfranco Fini la pensa come Gagliardi, o viceversa. Faccia lei.
«Io la penso come il ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha detto che sulla costruzione di nuove moschee bisogna fermarsi un attimo e avere un quadro nazionale chiaro sulla situazione. Non è una pratica urbanistica questa».
Eppure c’è chi sostiene che sarà un’opportunità per la riqualificazione del quartiere e che possa migliorare il controllo degli islamici.
«Ma quale opportunità? Questo non è un premio. E poi chi ci garantisce che gli altri luoghi di culto in città chiuderanno? È un progetto con troppe ombre. Il comportamento avuto dalla Vincenzi ne getta altre ed in più manca anche chiarezza su chi saranno i finanziatori di quest’opera».
Insomma in tutto questo in Forza Italia non la pensate allo stesso modo. Lei è pronta alle barricate, consiglieri come Grillo, Basso e Gagliardi sono possibilisti se non favorevoli. Ma quale sarà la vostra posizione?
«Decideremo lunedì nel vertice del Pdl. Mi auguro che si arrivi a prendere una decisione. La confusione non paga mai. È inutile che il giorno dopo le elezioni ci si interroghi del perché non si arriva a prendere un certo numero di consensi se poi su certe materie, o si ha paura di esprimersi con chiarezza o si è ambigui».
Lei cosa proporrà?
«Chiederò di avvicinarci alla gente. Di capire che sta nascendo un movimento “anti moschea” trasversale. Lo si vede dalla petizione del quartiere, da quello che sta succedendo su “Facebook” e lo vedremo sabato 7 febbraio quando raccoglieremo le firme per il referendum».
Bè, allora una decisione l’avete presa. Sostenete il referendum?
«Io sì, altri non so».