Chi può aver paura dell’arrivo di Ronaldo?

C hi ha paura di Ronaldo? Non certo l’Inter di questi tempi che macina record e successi senza tradire una sola distrazione. A dispetto delle frasi di Massimo Moratti, il presidente col cuore spezzato dal discutibile tradimento, la squadra leader del torneo sembra concentrata sulla propria cavalcata trionfale. Quattordicesimo sigillo, ieri sera a Marassi, magari aiutata dallo stolto gesto di reazione di Delvecchio, undici punti di vantaggio sulla Roma sono un tesoro che nemmeno il confronto diretto di domenica prossima a San Siro può riuscire a deprezzare. È vero, torna Totti dalla squalifica ma la Roma vista ieri contro il Siena fare a meno del suo capitano e vincere con la zampata di un attaccante rimasto nelle retrovie (Vucinic) non gode di particolare salute. È lenta e macchinosa nella manovra e ha qualche esponente (Mancini) sull’orlo di una crisi di nervi. Il Mancini interista invece può godersi l’ennesima prodezza del suo genio Ibrahimovic che vale il Ronaldo più giovane appena arrivato dal Psv Eindhoven a Barcellona. La sua artiglieria è capace di abbattere qualsiasi ostacolo. Per una volta bisogna applaudire alla curva nord che sul loro sito pubblica la linea degli ultrà nerazzurri: indifferenza assoluta per il ritorno del Fenomeno, basta insulti e striscioni polemici, basta rovinarsi il fegato.
Chi ha paura di Ronaldo? Forse il Real Madrid che pure è deciso, a dispetto dei suoi recenti risultati (sconfitta sabato col Villarreal) a realizzare la pulizia etnica studiata da Capello nei confronti dei «galacticos» di Florentino Perez, l’ex-presidente: fuori le sue stelle, dentro i nuovi acquisti scelti dal fido Franco Baldini. Perciò le previsioni dei «periodisti» madridisti per il vertice di oggi pomeriggio a Madrid (ore 17, l’ora dei toreri nell’arena) tra Real e Milan, tra Calderon e Galliani, non alimentano dubbio alcuno: firma garantita sul contratto di trasferimento, qualche incertezza sulla cifra da scrivere, 7 milioni secondo le ultime intese.
Chi ha paura di Ronaldo? Inzaghi non è il tipo da deprimersi per un arrivo del genere che è un vero affare per sponsor e media. Semmai può sentirsi ferito dalle eccitazioni scoperte in seno alla società, Adriano Galliani che considera l’arrivo di Ronaldo al fianco di Kakà una specie di avviso ai naviganti del mercato europeo. Ma un vecchio lupo di mare come Pippo sa perfettamente che in Champions può acciuffare la gloria e la magia promesse a ogni apparizione dal giorno in cui, fine agosto, procurò l’accesso al torneo più importante. E allora lasciatelo arrivare Ronaldo a prezzi di saldo (rinuncia a una fetta cospicua del suo stipendio pur di trasferirsi a Milanello). E lasciate che si alleni in santa pace in attesa del debutto, previsto contro il Livorno a San Siro.