Ma chi è in regola è abbandonato a se stesso

Vi presentiamo ora quel che è capitato al signor Angelo (il nome è inventato, i fatti sono assolutamente veri) nel prendere possesso del nuovo appartamento assegnatogli dal Comune in Via Maritano a Begato. L'appartamento è stato rifatto da poco nuovo di zecca. Tuttavia, come da contratto, non presenta alcun arredamento. Per risparmiare - se una persona viene qui non è certo Paperon de Paperoni - è probabile che debba ricorrere a mobili semplici, magari stile Ikea con montaggio fai da te. Peccato che l'appartamento non sia ad uno dei primi piani, che l'ascensore spesso non funzioni, ma anche qualora andasse, non permetta di fermarsi al piano desiderato: la porta è stata sigillata con un pezzo di acciaio ben saldato! Occorre salire comunque di un piano e farsi un po' di scale con l'ingombro e il peso del mobile o del bagaglio. Ma questo è ancora niente per il signor Angelo. Preso possesso dell'appartamento, si accorge subito che mancano luce e gas. Anche la calderina per il riscaldamento (installata e nuova di zecca) è dunque ferma. Partiamo dalla luce: l'impresa appaltatrice interviene prontamente appena chiamata dal signor Angelo, ma ecco la risposta del tecnico che non ammette repliche: «Io non ci metto le mani, perché ci sono troppi imbrogli. Per via degli abusivi hanno modificato la rete dei cavi e hanno fatto dei grandi pasticci. Chiamate qualcun altro!». Viene dunque interpellato l'Enel. Nuovo intervento e nuovo tecnico, che questa volta, almeno, porta il nuovo contatore e lo installa. Ma non si fa attendere la nuova impasse: «Per attaccare i fili dal contatore al suo appartamento, deve pensarci lei stesso, signor Angelo! Oppure chiami l'impresa, o l'elettricista del Comune... Noi non siamo autorizzati...». Eppure l'Enel assicura a tutti i cittadini la luce entro 24 ore dalla richiesta. E ora sono ormai più di 3 settimane che il signor Angelo va avanti con le candele! Ma ecco dunque che viene interpellato l'elettricista del Comune. Intervento gratuito, risposta scontata: «Signor Angelo, la richiamerò non appena potrò...» il signor Angelo a tutt'oggi aspetta. E non certo con le mani in mano, un giorno sì e l'altro pure tampina il tecnico che però, oggi è assente e domani, se presente, certamente avrà un lavoro più urgente. Intanto un tempo tutti usavano le candele, no?
Dalla luce al Gas, ovvero dalla padella alla brace. Il contatore nel nuovo appartamento del signor Angelo c'è: non è mai stato usato ma viene trovato già rotto (il rubinetto dell'apertura-chiusura non funziona). Meglio non indagare su questo ennesimo mistero. La soluzione? Un labirinto, provate a seguirci: dapprima si è dovuti andare all'Iride (ex Amga) in Via Santi Giacomo e Filippo, quindi alla sede dell'Arte (Azienda Territoriale per l'Edilizia) al matitone, per poi dover ritornare in Via Santi Giacomo e Filippo perché a quelli dell'Arte occorreva l'opportuna certificazione. Una volta ottenuto il via libera dall'Arte ecco dover cercare il geometra X. Che rimanda al tecnico Y che chiama in causa l'ufficio Z, e così via. Sembrano cose da film o da cartoni animati, eppure il signor Angelo ha scoperto sulla sua pelle quanta pazzia possa esserci nella disorganizzazione degli enti preposti. Siamo in Italia! Finalmente, approdati in un ufficio di via Gavette, un tecnico revisore si impietosisce e finalmente stabilisce: «Le diamo l'OK per il suo impianto, signor Angelo! Ora potranno venire a collaudarglielo». Passano alcuni giorni e finalmente arriva il fatidico collaudo. Il verdetto? «La richiameremo per farle sapere come è andato...». Esterrefatto Angelo si domanda se non si siano sbagliati e se anziché eseguire un semplice collaudo di un impianto a gas non si sia trattato di un importante Esame di Stato, il cui verdetto necessita di una scrupolosa analisi di una giuria speciale. Passano i giorni e finalmente la telefonata arriva: «Test non passato. Il contatore va sostituito!». Che è esattamente quel che il signor Angelo aveva segnalato e chiesto fin dal primo minuto. «Si rivolga all'ufficio Tal dei Tali per la nuova richiesta...». Al signor Angelo non resta che iniziare nuovamente tutta la trafila per i vari uffici. Ve la risparmiamo, intanto il nuovo contatore a oggi non è ancora stato, ovviamente, installato. Poi le Istituzioni si lamentano che la gente rifiuta questi appartamenti e che in questo modo rimangono sfitti causando l'abusivismo. Ma è un gatto che si mangia la coda. E qualcuno già si domanda: forse che sul retro del cartello «Benvenuti» non ci sia un quanto mai appropriato: «Lasciate ogni speranza, o voi che entrate?».