Chi si accanisce sui decoder tv

L’Autorità indaga su un presunto conflitto di interessi. Gurrado (Solari.com): «Questione inesistente»

Ha solo il 2 per cento del mercato, e vale solo il 3 per cento del fatturato complessivo. Eppure resta sotto il mirino dell’Antitrust. Si tratta della Solari.com, società partecipata dalla Pbf di Paolo Berlusconi, (editore del Giornale) e che commercializza decoder. L’Antitrust, dunque, aprirà un’istruttoria sugli incentivi ai decoder per il digitale terrestre. Lo afferma in una nota il senatore della Margherita Luigi Zanda: «Su mia segnalazione l'Autorità Antitrust promuoverà accertamenti sull'ipotesi di conflitto di interessi a carico del presidente Berlusconi. Questo è quanto mi ha comunicato il presidente Catricalà». Una questione «ridicola», ribatte Nicola Gurrado, presidente della Solari.com.
Tutto nasce, secondo Zanda, «dalla decisione del Consiglio dei ministri di concedere contributi per l’acquisto dei decoder per il digitale terrestre commercializzati nel mercato italiano da una società di suo fratello Paolo». E afferma che «sul caso, i fatti sono oggettivamente chiari: che il conflitto esista non c'è dubbio», conclude Zanda.
Ma Gurrado respinge le accuse: «È ridicola la questione del conflitto d'interessi per i decoder commercializzati dalla Solari.com». I numeri parlano chiaro: Solari.com nel 2004 aveva un fatturato di 141 milioni di euro, ha venduto meno di 70mila decoder nel 2005, concludendo l'anno con una previsione di chiusura di oltre 200 milioni di fatturato. I decoder, fa rilevare la società, rappresentano meno del 3% di tale fatturato e sul mercato globale dei decoder venduti in Italia meno del 2%. «Il che basta - osserva Nicola Gurrado - per far capire come si stia strumentalizzando in modo ridicolo la questione del conflitto di interessi».