Chi si loda s’imbroda blucerchiati compresi

Pregiatissimo dottor Lussana, partendo da un assioma piuttosto banale: «Chi si loda s’imbroda» vorrei che il signor Roberto Martinelli non ricordasse solo le cose che gli fanno comodo con il preciso intento di evidenziare l’appartenenza ad una élite calcistica (squadra e tifosi) di qualità superiore.
Vorrei sommessamente rcordargli il treno dei tifosi sampdoriani scontratosi con quello, di non ricordo quale squadra, in aperta campagna con botte e danni notevoli!
Riguardo al suo «nonostante Bologna», vorrei ricordargli il lancio di un lavello tolto dai gabinetti dello stadio e gettato dalle parti di Pagliuca: o era solo per dimostrare che sono tifosi puliti.
Inoltre, la vicenda del Genoa ci ha finalmente fatto conoscere chi sono e come la pensano certi personaggi dei quali il calcio farebbe volentieri a meno.
L’Oscar se lo becca il Carraro: ma quando il Napoli, sommerso dai debiti, «continuava» ad essere iscritto al campionato egli era disattento? Compiacente? Estraneo? Mah...!
E le fidejussioni fantasma? Ed i giocatori non consoni che squalificherebbero la squadra che li fa giocare? Assolto: però per la legge non capire, non sapere ed essere ubriachi non sono attenuanti.
Purtroppo, visto che il Genoa non giocherà in A non potremo godere delle dimissioni di quel simpaticone di Zamparini che ci potrebbe far sognare!
L’altro lord del fair play Macalli, presidente della Serie C, che si lascia andare ad affermazioni degne d’una persona che non deve presiedere alcunché.
Distinti saluti