Chi sta nel limbo e chi teme i play-off

Devo ripetermi perché me lo dettano cervello e cuore: prima di tutto, viva il rugby! Viva l'Italia del rugby! Dieci, cento, mille volte viva il rugby! Viva il mondo di quegli sportivi leali che - vada come vada - abitualmente si battono in campo e trepidano sugli spalti guardandosi dal piagnisteo, dal compromesso e dagli spaccamenti vigliacchi.
Dopodiché, rieccomi al calcio-pagnotta.
La Sampdoria sta nel limbo della serie A. Champion's League strutturalmente fuori portata. Salvezza fuori discussione. Coppa Uefa comunque inappetibile in quanto ormai conta e rende meno del due di briscola. La vicenda blucerchiata si è ridotta a un'inquieta ricerca dell'ubi consistam.
Il Genoa è conscio di avere comunque un posto fisso nella quadriglia dei play-off, ma guarda con trepida ingordigia al secondo posto del Napoli perché ha conosciuto sulla propria pelle di quali patemi e sudore e lacrime grondino i play-off nella calura estiva.
Il Genoa, al vaglio del Brescia di Cosmi, l'ultradiscusso «uomo del fiume» che ha massacrato la Juve e si appropinqua a Marassi come al Giudizio di Dio, può e deve dirci stasera una parola più chiara - seppure non definitiva - in ordine alle proprie ambizioni di promozione diretta in serie A. Sarà importante vincere? È sempre importante vincere, e dunque figurarsi quando si debbano rimontare 5 punti al Napoli. Ma mi sento di sostenere che con 16 partite da giocare, 48 punti in palio, è decisamente più importante che Gasperini ci faccia rivedere un Grifone ben articolato e oliato dal portiere alla trequarti offensiva, con pochi ma effettivamente validi finalizzatori là davanti. In buona sostanza mi aspetto di rivedere in sciarpa e sciabola cinque elementi fondamentali dello scacchiere rossoblu la cui più o meno forzata assenza ha dissanguato lo sbiadito complesso visto all'opera in terra aretina: dico di De Rosa, Rossi, Coppola, Fabiano e Greco.
Quanto al Napoli, non credo che contro il Vicenza possa farsi una passeggiata. E semmai, visto che da Nedved in giù sono parecchi i bianconeri che vorrebbero far fuori Deschamps, penso che qualche problema possa incontrare pure la Juve ospitando il Treviso. Ecco perché dico: vecchio Grifo, facci rivedere stasera cosa sai fare a prescindere dal risultato.
E la Sampdoria? Beh, è tutto fuorché la Sampdoria di Novellino quella che non ha in organico almeno una tosta ala di ruolo e una «torre» offensiva in condizione accettabile, e dunque non vi dico cosa sia se le togliete pure la corposità di Volpi in cabina di regia e l'imprevedibile talento di Flachi in avanscoperta.
A questo punto, se Novellino non fosse il convinto e fedele aziendalista che è, per salvare la propria immagine (in vista del probabile divorzio a fine stagione) prenderebbe decisioni drastiche. Del tipo: fuori sia Bonazzoli sia Bazzani che non riescono più ad offrire nemmeno il 50% del loro potenziale, e ruolo di «torre» d'attacco affidato al furibondo Delvecchio, a pro del fondamentale Quagliarella, con Parola in coppia con Palombo a centrocampo. Accettando invece di provarle lealmente tutte per riuscire a rendere Bonazzoli e/o Bazzani presentabili sul mercato estivo, Novellino continuerà a mettere in gioco la propria faccia insistendo sull'uno o l'altro o su entrambi (ma per favore mai più insieme, Walter!). Sicché non resta che sperare nel miracolo. Quanto allo straripante Maggio, sabato sera contro il Palermo - squalificato Zenoni - finalmente lo rivedremo nel ruolo di terzino, l'unico compatibile con l'attuale qualità dei suoi piedi. Per diventare eventualmente un'ala, o comunque effettuare l'auspicabile generalistico salto di qualità, il superatleta Maggio dovrà farne di esercizi specifici! E visto che potrebbe essere mio nipote e lo spirito di sacrificio non gli manca, mi permetto di dirgli: falli! Indicandogli un archetipo: Pietro Vierchowod aveva piedi più ruvidi dei suoi, e incessantemente limandoli è diventato uno dei più grandi difensori italiani del dopopguerra.