Chi trova un amico trova un cellulare

Vatti a fidare degli amici. Alle volte prestare il cellulare per una telefonata può costare molto più caro di quello che si possa pensare. E non solo per la durata della chiamata o il piano tariffario magari scarsamenre adatto a lunghe conversazioni, quanto perché c’è chi il telefonino ha rischiato di non vederlo proprio più.
È il caso di un trentenne residente in un paese dell’entroterra nella provincia della Spezia che, qualche mese fa, aveva cercato di portare qualche parola di conforto ad un amico da poco tempo «scaricato» dalla fidanzata. Un colloquio tra i due poi il consiglio dell’uno all’altro: «Prova a parlarle, spiegale il tuo punto di vista. Vedrai che lei capirà certi tuoi atteggiamenti». Il consiglio è accettato e, per non perdere tempo, il fidanzato mollato decide di telefonare subito alla sua ex. Peccato non abbia con se il suo cellulare: dimenticato a casa. «Mi presti il tuo? Ci metto poco». L’amico particolarmente sensibile non batte ciglio ed allunga il telefono. Parte la chiamata, scorrono i minuti e gli ex amanti chiacchierano fino a riappacificarsi.
La scheda di quel telefono è risucchiata fino all’ultimo centesimo. «Ma qualche euro si può buttare anche così, se è per una giusta causa» deve aver pensato il propietario del portatile. Peccato che, alla conclusione della telefonata l’uomo che ha riconquistato l’amata, abbia pensato di aver trovato anche un pollo da spennare: «Rivuoi il tuo telefono? Dammi 100 euro». Cornuto e mazziato si potrebbe dire in questo caso, anche se non era lui il diretto interessato da problemi sentimentali. Così, parte la contrattazione perché il ragazzo possa tornare in possesso del suo telefonino, fino all’accordo finale. Si scende da 100 fino a 5 e il cellulare torna al legittimo proprietario: «Scemo sì, ma non del tutto» si dev’essere detto il giovane che ha deciso di denunciare l’amico.
Portato in tribunale, il ricattatore di telefonini è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione per estorsione.