Chi vuole incastrare il ministro Tremonti?

Il ministro tirato ancora in ballo nel caso Milanese: vogliono infangarlo per destabilizzare mercati e politica Silvio e il governo respingono da soli l’attacco alla Borsa L’opposizione fa l’ipocrita: voterà (contro) la manovra in fretta

Italia è il Paese delle situa­zioni drammatiche ma mai serie. Dei veleni e de­gli intrighi che mettono a dura prova la tenuta del sistema (ora nel mirino c’è il ministro Tremonti). Poche ore fa sembrava che dovessimo affonda­re tutti sotto l’attacco degli speculatori, già l’opposizione prefigurava la caduta del governo e il Parlamento era riunito in seduta a oltranza per varare misure straordinarie in un patto di unità e sal­vezza nazionale. Bene, ieri la Borsa si è ripresa di un punto, i nostri Bot hanno re­c­uperato uno zero virgola e improvvisa­mente tutto è tornato come prima. Ma soprattutto l’emergenza della politica è passata dalla tenuta dei conti al week­end al mare. Infatti, pur di evitare di pas­sare, come previsto in un primo tempo, sabato e domenica in Parlamento a di­scutere, modificare e votare la benedet­ta- maledetta manovra economica, i quattrocento senatori e i seicento depu­tati si sono accordati in due minuti: per venerdì sera tutto sarà fatto.Così l’Euro­pa è contenta, gli investitori pure, ma so­prattutto lo sono mogli e figli, la caparra non è persa e l’abbronzatura salva. Una volta tanto gli interessi della ca­sta coincidono con quelli dell’Italia, e questo è sicuramente un bene. Il presun­to baluardo del Paese (Bersani e soci) smobilita e rinuncia in nome delle pin­ne e delle palette all’eroica resistenza contro il cattivo governo Berlusconi o addirittura a prenderne il posto in cor­sa. Non è aria, soprattutto perché evi­dentemente il duo Berlusconi- Tremon­ti ha ancora un forte credito in Europa anche se non risulta sulla grande stam­pa e nei telegiornali italiani. I due ce l’hanno fatta,per il momento,a fermare la speculazione e a raddrizzare la barca. Senza l’aiuto dell’opposizione che do­po tanti annunci e retorici discorsi sul senso di responsabilità, ieri ha gettato la maschera: non vo­terà la manovra salva-Italia, si limiterà a non fare ostruzionismo, per non fare infuriare Napolitano (che pretendeva un voto entro lunedì mattina alla riapertura dei mercati) e salvare il week- end. Ma non illudiamoci. Venerdì sera, dopo il voto, il Pd tornerà a chiedere le dimissioni del governo, e qualche zelante Pm farà trapelare qualche nuovo verbale bollente, tipo quello diffuso ieri. Parliamo dell’interrogatorio reso da Marco Milanese, ex braccio destro di Tremonti, che ai Pm di Napoli racconta delle paure del ministro. Tremonti è convinto di essere spiato e pedinato. Perché, e da chi? Milanese non lo sa, ma è certo che il suo superiore è molto preoccupato e ne ha parlato anche con il premier. Quali inconfessabili segreti si nascondono dentro e dietro a questa vicenda? Mettere sotto pressione Tremonti è da incoscienti. Il risultato sarà che i mercati internazionali, aizzati dal partito di La Repubblica­De Benedetti, torneranno a non fidarsi della stabilità dell’Italia, la speculazione riprenderà e saremo punto a capo. Alla faccia della politica responsabile a tutela degli interessi, e dei portafogli, dei cittadini. Forse dovremmo rassegnarci a non essere mai un Paese normale.