Per chi vuole rilassarsi: Calligarich

Per i romanzi vale la regola del contrappasso: devono essere caldi e passionalmente corroboranti d’inverno, agghiaccianti ed elucubranti d’estate. Sotto l’ombrellone solo la logica più glaciale può cancellare d’un tratto l’afa, il frastuono dei bambini, il ricordo del capufficio. E i romanzi italiani più raggelanti usciti ultimamente sono due, entrambi editi da Fazi: La città di Adamo di Giorgio Nisini e Privati abissi di Gianfranco Calligarich. Nel primo il figlio di un imprenditore scopre che il padre ha costruito il suo impero grazie alla mediazione e forse anche ai soldi di un singolare tipo di camorrista, spietato ma con il pallino per l’urbanistica metafisica. Nel secondo, invece, si ricostruisce la storia d’amore - ma per l’autore è «una partita a scacchi» - fra due algidi rampolli della grande industria italiana, incapaci di superare la loro frigidità a causa di un passato troppo oscuro per essere liquidato con un’alzata di spalle.