«Le chiacchiere non sono la parola di Dio»

da Garlasco

«Le chiacchiere non sono la parola di Dio». Così don Giorgio Amiotti, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Garlasco, ha invitato i suoi fedeli al silenzio, dopo giorni di tempesta mediatica, di voci e sospetti che si rincorrono, per essere smentiti dopo poche ore. Pur senza riferimenti espliciti, nella celebrazione domenicale di ieri è tornato sulla tragedia che ha sconvolto il paese. «Una comunità che porta il peso di una grande sofferenza. Una comunità matura, con il silenzio e la parola di Dio, deve regalare la fede a chi in questo momento ha tanto dolore». «Quando si dimentica il bene di Dio - ha commentato don Giorgio nell’omelia - ecco i guai, ecco le sofferenze, ecco le tragedie». Il sacerdote ha anche citato l’esempio come testimone della fede di San Luigi Gonzaga, che dedicò la sua opera evangelica tra gli appestati, riportando una lettera del santo scritta alla propria madre due giorni prima di morire: «Signora madre non vi angustiate, Dio fa ogni cosa fatta bene». «Due giorni dopo - ha ricordato don Giorgio - San Luigi Gonzaga saliva al paradiso: uno strazio per una madre. Noi non vogliamo capire, vogliamo pregare, vogliamo pregare, vogliamo pregare».
Don Giorgio non ha mai nominato i parenti di Chiara né ha citato i protagonisti del giallo. Del resto né i coniugi Poggi, né i coniugi Cappa, né la famiglia Stasi, il cui figlio Alberto è indagato per l’omicidio di Chiara, erano presenti in chiesa.
Durante la celebrazione della messa a Garlasco, nell’antistante piazza della Repubblica, sono arrivati lo zio di Chiara, Ermanno Cappa, con una delle figlie gemelle, Paola, per fare visita alla nonna Carla, che abita proprio lì. Anche in questo caso Ermanno Cappa ha allontanato vigorosamente giornalisti e cineoperatori.