Chiaiano, bombe carta contro i militari alla discarica

Tre ordigni lanciati la notte scorsa dalla collina sopra la cava

da Napoli

Per la quarta volta in un mese e mezzo, sconosciuti attentatori hanno lanciato contro polizia e militari, che presidiano la cava del Poligono, a Chiaiano, bombolette a gas per campeggio, collegate a delle bombe carta. Come in precedenza, anche in questo caso, gli ordigni non hanno provocato ferimenti tra agenti e soldati a guardia della cava, dove verrà allestita la discarica che accoglierà i rifiuti di Napoli.
L’agguato è scattato intorno alle ore 2 della notte tra giovedì e venerdì. Gli attentatori si sono fermati a distanza di «sicurezza» da militari e poliziotti, sulla collinetta che sovrasta la cava, in via Cupa dei cani. Poi, il lancio delle bombe, una decina, due delle quali non sono esplose e quindi ora sono all’esame della polizia scientifica. Potrebbero esserci delle impronte digitali o altri elementi in grado di dare una svolta a questo criminale piano di tensione.
Due giorni fa, dopo un paio di settimane di tregua, la tensione è salita nuovamente a Chiaiano. Giovedì mattina, infatti, nella cava del Poligono, si è insediato l’esercito, che dovrà vigilare sulla sicurezza degli operai chiamati ad allestire la discarica, in grado di accogliere circa 700mila tonnellate di spazzatura e alleggerire così il problema immondizia a Napoli. Nella serata di giovedì, il popolo «no discarica» di Chiaiano e dei due comuni confinanti di Marano e Mugnano, è tornato in piazza a far sentire la sua voce. A Marano tre autobus di linea erano stati sequestrati e parcheggiati al centro della strada, bloccando la circolazione mentre nel «quartier generale» di piazza Titanic, era stata allestita una barricata con transenne e un’auto ribaltata e messa di traverso all’imbocco di via Cupa dei cani. Dimostranti e polizia si sono fronteggiati fino a tarda sera, poi nel quartiere è ritornata la calma.
La Digos sta indagando fin dal primo attentato a colpi di bombolette a gas per campeggio, lanciate contro la polizia. «Potrebbe essere stato chiunque, la soluzione di questo caso non è facile» dice un investigatore. La Digos sta esaminando con attenzione tre ambienti, dai quali potrebbe essere partito l’ordine di lanciare gli ordigni: l’area antagonista, la criminalità e gli ultrà del Napoli di Marano.
Il sindaco «no discarica» di Marano, Salvatore Perrotta, ha condannato il nuovo attentato, ma ha comunque ribadito l’intenzione di voler «portare avanti l’azione contro la decisione di realizzare la discarica nella cava di Chiaiano, in modo legale, legittimo e pacifico, dimostrando in tutte le sedi istituzionali e giuridiche che la ragione è dalla nostra parte».
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