Chiaiano, traffico paralizzato e blocchi stradali

Caos quartiere napoletano di Chiaiano dopo l’ennesima giornata di protesta da parte di chi
si oppone alla realizzazione di una discarica da 700mila tonnellate nelle cave di tufo. Il sindaco di marano ricorre alla Ue

Napoli - Traffico paralizzato e una parte consistente della città isolata. Così si presenta il quartiere napoletano di Chiaiano dopo l’ennesima giornata di protesta da parte di chi si oppone alla realizzazione di una discarica da 700mila tonnellate nelle cave di tufo. Cassonetti rovesciati, masserizie e immondizia rendono quasi impossibile attraversare il quartiere ed anche la zona ospedaliera è difficilmente raggiungibile a causa dei blocchi effettuati da centinaia di persone che stanno paralizzando l’intera area al confine con Marano, Mugnano, la zona dei Camaldoli e della Marianella. Nonostante le corse di metropolitana e autobus siano regolari, sono numerosi i disagi di pendolari e residenti che si sono visti annullare alcune fermate a causa dei disordini in atto nel quartiere. Molte le attività commerciali chiuse e blocco stradale in via Santa Maria a Cubito impedendo l’accesso a una rampa che conduce alla zona ospedaliera. Problemi anche in via Cupa del Cane, stradina di accesso alla cava attualmente adibita a poligono di tiro. Disagi, dunque, per chi cerca di raggiungere con i mezzi pubblici o con le automobili la zona, così come è difficoltoso arrivare nel perimetro dove sorgono i più grandi ospedali della città.

Ricorso alla Corte di Giustizia Ue L’amministrazione comunale di Marano, città al confine con le cave di Chiaiano, ha deciso di rivolgersi alla Corte europea di Giustizia per far valere il proprio no alla realizzazione di una discarica nelle cave di tufo. Una decisione presa anche alla luce delle pesanti critiche mosse dall’Unione europea al Piano rifiuti della Campania. "I nostri legali - dice il sindaco Salvatore Perrotta - stanno studiando, di concerto con l’equipe dell’Assise di Palazzo Marigliano, tutte le modalità per opporci anche alla Corte di Lussemburgo perché sarebbe paradossale che le ripetute bocciature da parte dell’Unione Europea alle politiche di gestione del ciclo dei rifiuti debbano essere pagate a caro prezzo dai cittadini dell’area nord di Napoli con una decisione - conclude il sindaco - che ha il sapore del ricatto morale per scongiurare problemi alla città di Napoli in vista del caldo estivo. Bisognava pensarci prima". Il Comune di Marano ha già fatto ricorso, nei giorni scorsi, al Tar del Lazio contro l’ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Romano Prodi che ha dato il via libera alla realizzazione del sito a Chiaiano.