Chiama il fratellino dal balcone ucciso da una pallottola vagante

NapoliPoteva mai un anno funestato da mille eventi negativi per Napoli e la Campania, (basti pensare alle pagine di giornali, monnezza, il presidente della Regione Bassolino a giudizio per l’affaire spazzatura, retata di amministratori comunali, stragi dei casalesi) concludersi in maniera dignitosa? La risposta, decisamente è no. La folle abitudine di centinaia di migliaia di napoletani di festeggiare l’arrivo del nuovo anno, con i botti cosiddetti «pesanti», ma, soprattutto, esplodendo migliaia di colpi di pistole e di fucile, anche quest’anno, ha fatto una vittima.
Un ragazzo, Nicola Sarpa, 24 anni, è stato ucciso pochi minuti dopo la mezzanotte, con un colpo di pistola vagante alla testa. Lo scorso anno, era successo qualcosa di analogo a Torre Annunziata, dove un padre di famiglia fu ucciso sul balcone di casa. Sarpa viveva nel cuore di Napoli, ai Quartieri spagnoli, zona di camorra, tra le più feroci della città, situata a poche centinaia di metri dalla questura e dal comando provinciale dei carabinieri.
Noncuranti della vicinanza con queste due forze di polizia, la notte di capodanno ai Quartieri spagnoli sono stati esplosi centinaia di proiettili. Uno di questi ha raggiunto Sarpa, che si trovava sul balcone di casa, al vico Lungo Trinità degli Spagnoli. Velia, la madre di Nicola, gli aveva chiesto di fare attenzione al fratellino di 8 anni, che giocava nel cortile. Nicola si è affacciato dal balcone, per dire al bambino di rientrare in casa quando un proiettile lo ha colpito a un occhio. La madre lo ha visto accasciarsi sul balcone, al secondo piano della loro abitazione.
Era un ragazzo tranquillo Nicola, amava il calcio e la Juventus, era legatissimo alla famiglia, tanto da essere rimasto a casa per festeggiare l’arrivo del 2009, con la madre, la sorella ed il fratellino. Uno zio di Nicola, Raffaele Finizio, racconta: «Da giorni, qui la sera passavano ragazzi sui motorini che sparavano colpi di pistola. Proprio per questo Nicola e la madre avevano paura per il bambino».
La battaglia di capodanno ha provocato complessivamente a Napoli, settanta feriti, tra questi anche ucraini, albanesi e africani. Anche nel resto della Campania si è festeggiato con i botti proibiti ma le cifre di questa vergogna sono più contenute. Un dato è preoccupante: sono in aumento i ferimenti provocati dai proiettili vaganti. Non solo a Napoli ma anche nel casertano. Sette i feriti, uno da un colpo di pistola, nell'Avellinese un uomo è morto per un proiettile, nel Salernitano le vittime sono 16, due da pallottole e nel Sannio, due feriti. Dunque, 96 feriti in Campania, uno di essi (salernitano) è grave, due persone hanno perso tre dita di una mano mentre, sono decine le auto distrutte dalle fiamme o dalle esplosioni.
Complessivamente in Italia sono stati 382 i feriti (un anno fa erano stati 449). La follia di accogliere l'anno nuovo a colpi di pistola, ha contagiato anche il Milanese: tre feriti da proiettili vaganti, tra cui una bimba di 10 anni. Una donna è stata ferita all’addome dal suo convivente, guardia giurata di professione, poi denunciato dai carabinieri.
Un’altra guardia giurata ha dato il «buon esempio», ad Agnone Bagni, una zona balneare a ridosso di Augusta, ad una trentina di chilometri da Siracusa; l'uomo ha esploso un colpo di pistola allo scoccare della mezzanotte e ha colpito a una gamba la figlia di 25 anni. La ragazza è stata portata in ospedale a Catania. Le sue condizioni non sono gravi, ma il proiettile non è stato estratto dai chirurghi.
Molti feriti anche a Roma: 25. Tra questi, un anziano di 81 anni che ha perso una mano e un pregiudicato che è rimasto vittima dello stesso petardo che ha fatto esplodere. Tra le vittime della follia di capodanno anche un vigile del fuoco, selvaggiamente aggredito da 4 giovani ubriachi all'esterno del Palatenda di Fiuggi. A Firenze, infine, un filippino ha perso due dita di una mano.
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