Chiamate via web: l’Authority studia regole e numerazioni

da Milano

L’ultima frontiera della telefonia vocale è Internet. Il Voip (Voice over Internet Protocol), il sistema cioè che permette di telefonare via Internet attraverso la trasmissione di pacchetti di dati, sta contagiando anche in Italia una consistente fetta di utenti che riescono in questo modo a parlare a prezzi stracciati con parenti e amici. Il nuovo sistema di comunicazione, che secondo alcune stime costituirà il 60% di tutto il traffico voce a livello mondiale entro soli cinque anni, per il momento però non è regolamentato. Ma questo regime sta per finire. L’Autorità per le comunicazioni sta predisponendo un provvedimento per dare delle norme a questo genere di chiamate. Oltre a poter comunicare tramite computer, cioè con il sistema peer-to-peer utilizzando la connessione a banda larga, la tecnologia Voip permette infatti già oggi anche di effettuare chiamate da pc ad apparecchio telefonico e da telefono a telefono (purché adattato alla nuova tecnologia).
L’Authority deve quindi stabilire innanzitutto che tipo di autorizzazioni sono necessarie per l’utilizzo del sistema, chiarendo cioè se il Voip rientri nella trasmissione dati (come Internet) o nella telefonia tradizionale. Ogni autorizzazione comporta ovviamente degli obblighi di qualità del servizio, di trasparenza e di tutela del consumatore, che l'Authority sta cercando di definire.
Un altro punto da chiarire è inoltre legato alla numerazione. L’attuale piano nazionale prevede per il momento la cosiddetta «decade» 0 per le numerazioni geografiche (per esempio 06 da Roma e 02 da Milano) e 3 per la telefonia mobile. Nella proposta di provvedimento elaborata e oggetto finora di consultazione, l’Autorità punterebbe ad introdurre ora una nuova decade, 5, a metà strada fra telefonia fissa e telefonia mobile, per tutti i numeri «nomadici». Qualsiasi provider Voip per il momento può fornire un numero utilizzabile da dove si vuole, collegando semplicemente il pc o un telefono adatto ad una presa telefonica. In questo caso l’utente non è più localizzabile, neanche dai numeri di emergenza, e le telefonate non tracciabili. Per porre un freno a tutto questo l’Authority passerà ora alle audizioni degli operatori e dei soggetti interessati per definire entro 90 giorni il provvedimento di regolamentazione, che uscirà probabilmente entro fine anno.