Chiamatelo modello Berlusconi

Sarkozy si situa come personaggio di gradimento in ogni incontro. Egli ha di fronte non soltanto una nazione, uno Stato, una Repubblica, ma anche e soprattutto un pubblico, un popolo che partecipa ormai, mediante la tv e internet, al gioco della politica e la vuole declinata nel quotidiano senza asprezze ma con decisione. Sarkozy ha come tecnica della politica quella dello spettacolo: vuole piacere, intrattenere, creare rapporti. È il modo in cui la politica si inclina alla comunicazione, divenuta la forma della società. Lo stesso rapporto con le donne si trasforma in un elemento del suo rapporto con il pubblico: Sarkozy manifesta la sua galanteria e accetta l’infedeltà cercando un altro amore. Diviene così un uomo comune, un marito abbandonato più volte che è rimasto un amante fedele. In questa veste, cerca la fedeltà dove può trovarla.
Le vacanze, il lusso: quando mai un presidente della Repubblica non ha scelto un tono di vita austero, sentendosi il rappresentante dell’istituzione? Sarkozy ha abolito il personaggio istituzionale, richiesto dalla tradizione repubblicana e monarchica, e ha scelto di essere se stesso: uno che agisce davanti a un pubblico che egli vuole, in primo luogo, rappresentare nella sua stessa persona.
E così abbiamo esportato in Francia Berlusconi. Anche se Air France possiederà Alitalia, noi abbiamo inventato un nuovo linguaggio della politica. E non a caso l’inventore italiano è così deprezzato in patria e considerato un alieno perché rappresenta la sua persona come riferimento del suo pubblico e del suo messaggio. Il ruolo della donna diventa fondamentale: come non notare che, in forma diversa, il rapporto con le donne è l’indicazione più visibile di rappresentanza personale della «gente»? Berlusconi esprime a un tempo il divorziato, l’innamorato della moglie e il seduttore impenitente; rappresenta cioè quello che pensa di sé l’italiano medio, almeno ciò che egli vorrebbe gli fosse possibile.
E i rapporti di politica estera si completano e si presentano come rapporti personali: Putin lo ha capito così bene, come lo ha capito Bush. In questa personalizzazione del rapporto, Berlusconi ha definito la chiave della politica estera italiana.
E così è il rapporto di Berlusconi e Sarkozy con la religione: né formalmente cattolici, né formalmente laici. Incrociati, come incrociato e contaminato è il Paese. Ma non è, questo, già stato espresso da Tony Blair in Inghilterra, persino nell’incontro della sua politica con la sua religione - anglicano per l’istituzione e cattolico per fede? Il cattolicesimo è da sempre il segreto modello della Chiesa d’Inghilterra, soprattutto ora che l’anglicanesimo non regge come comunione ecclesiale e si disperde nei confini inglesi. Forse ciò che manca a Brown è proprio la religione pubblica discretamente insinuata dal suo predecessore, il quale ha indovinato la religione giusta per mantenere in Inghilterra la monarchia e la tradizione.
Il carisma personale e il riferimento al pubblico della comunicazione come forma di relazione politica contiene e supera i partiti.
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