Chiambretti cambia la "musika" in tv

«La muzika sta cambiando», dice Piero Chiambretti. E se lo scrive così - nel sottotitolo del suo Chiambretti Sunday Show in arrivo da domenica prossima su Italia 1 in prima serata - è perché, per musica, intende sia quella a sette note sia quella metaforica. «I tempi cambiano - spiega il piccolo grande conduttore -. La tv corre alla velocità della luce, la concorrenza cresce e i budget, invece, decrescono. Ecco perché ad aprile scorso ad Arcore, Piersilvio mi ha convinto a fare la prima serata, qualcosa che partisse alle 21.30 e tirasse fino a mezzanotte. Io la prima serata non la so fare, però è anche vero che tra undici mesi il mondo finisce, l’han detto i Maya. Tanto vale provare». L’ex pestifero Pierino («oggi ho 55 anni ed è anche ora di chiamarmi diversamente») non l’ha mai nascosto: «La seconda serata è quella in cui il pubblico ti sceglie». Dovrà anche correggere il suo linguaggio scoppiettante e grottesco, perlomeno nella prima parte di trasmissione, «quella nella quale - ammette candidamente - cercheremo di catturare maggiormente il pubblico femminile, visto che quello maschile sarà distratto dalle partite targate Premium e Sky». Ma le novità ci sono, e tutte servite in uno studio, il 14, «che era un magazzino, ha l’aspetto di un loft, e ha una scenografia minimalista da 26.000 euro, quando alcuni programmi ce l’hanno da 300.000 in su. Qui c’è un bel camino e qualche sedia. Ma noi riempiremo lo spazio di idee e argomenti». Quali? Un ospite musicale a settimana, e si comincia col rapper Marracash, un tema portante a puntata, e si parte con l’evasione fiscale (ci sarà spazio anche per un curioso confessionale in cui Chiambretti, look da prete, ascolterà le nefandezze dell’alta finanza dalla bocca di Alan Friedman). Ci sarà poi un ospite settimanale «simbolo del cambiamento»: il primo è l’attore americano nano Peter Dinklage, che ha appena vinto un Golden Globe da perfetto outsider nella Hollywood dominata dai «belli e bravi» alla Clooney, Gosling e Pitt. Nel cast accanto a Chiambretti, Platinette e Mago Forest, nelle vesti di «avvocati» in una sorta di processo, con tanto di difesa e sentenza finale, incentrato su un personaggio o un tema a puntata e un «governo tecnico di trasmissione» composto dal fido Costantino della Gherardesca e da volti meno noti (come il «re delle tisane» Gianluca Mech). Due altri spazi intriganti, una arena in stile Giletti (prima puntata: fan di Vasco contro fan di Ligabue) e infine una curiosa «conferenza stampa» in cui un politico dovrà affrontare il pubblico (esordio da brivido con Domenico Scilipoti).