«Chiampa» sotto scacco Ultimatum comunista al sindaco democratico

Un sindaco sotto scacco. Kasparov ha fatto scuola e i Comunisti italiani di Torino sono stati buoni discepoli. E a finire spalle al muro è stato Sergio Chiamparino. Il primo cittadino torinese, infatti, si trova di fronte all’ultimatum del Pdci: 4 punti indicati come «requisito minimo indispensabile per confermare l’alleanza». Vietata la privatizzazione di case di assistenza, società idriche ed ex municipalizzate, e nessun nuovo ticket per gli automobilisti in centro città. Altrimenti? Altrimenti «il Pdci torinese uscirà dalla maggioranza». Un aut-aut bello e buono, che sfocerà in un incontro chiarificatore da tenersi a Palazzo di Città entro e non oltre il 7 novembre. Sotto accusa «l’avvicinamento all’Udc, un partito ultra-reazionario sul versante dei diritti civili e neo liberista in campo economico». E tra i due litiganti, tra gli eredi di Togliatti e quelli di De Gasperi, Chiamparino sta in mezzo, come la virtù. Solo un po’ più scomodo.