Chiara, si cerca l'arma del delitto

Scettici gli inquirenti davanti agli abiti da uomo trovati in un canale vicino Garlasco. I carabinieri fanno un sopralluogo nella roggia che scorre dietro la villa dei Poggi

Garlasco - Prendere tutto con le pinze è legittimo. Anzi obbligatorio se si sta cercando il responsabile di un omicidio come quello di Garlasco. E anche se gli inquirenti dichiarano di essere scettici su un possibile legame tra gli abiti da uomo sporchi di sangue trovati ieri da un contadino in un canale vicino al paese pavese e l'assassino di Chiara, si stanno cercando indizi presso i corsi d'acqua. Non è un caso che i carabinieri siano tornati alla roggia che scorre dietro la casa dei Poggi per un nuovo sopralluogo. Gli investigatori hanno dragato nuovamente il canale d’acqua alla ricerca, forse, dell’arma con la quale è stata uccisa la giovane. Ad aiutare i carabinieri locali sono arrivati, oggi, anche i colleghi del nucleo operativo di Milano.

Gli abiti macchiati Un paio di pantaloni, una maglietta e una canottiera: potrebbero essere questi gli abiti indossati dall’assassino di Chiara Poggi uccisa nella sua villetta a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto scorso. Ma gli investigatori sono scettici sugli abiti da uomo ritrovati chiusi in un sacchetto, in un canale che passa da Garlasco, tra Gropello Cairoli e Villanova D’Ardenghi, a cinque chilometri circa da dove è stata uccisa Chiara. A dare l’allarme ai carabinieri è stato un contadino che li trovati ieri. I militari li hanno già consegnati gli indumenti agli esperti del Ris per avere una risposta sulle tracce trovate e dare un nome all’assassino di Chiara.

Lo scetticismo degli investigatori Non c’è molta convinzione tra gli investigatori sulla possibilità che i vestiti trovati in un sacchetto di plastica gettato in un canale vicino a Garlasco siano stati gettati dall’assassino di Chiara Poggi. Gli indumenti, un pantalone e due canotte da uomo, sono stati consegnati ai Ris perché esaminino le macchie, in apparenza di sangue. Tuttavia, un inquirente fa sapere che queste verifiche verranno eseguite "più per scrupolo che per verosimiglianza", c’è un certo scetticismo tra chi indaga da giorni sull’omicidio di Chiara sull’eventualità che quelle macchie possano essere di sangue umano e proprio della persona che ha martoriato la giovane stagista.

Forse le macchie sono di sangue animale Tra le ipotesi, anche quelle che si tratti di sangue animale o di macchie di ruggine o vernice. "In questi canali - spiega Fabio, titolare della cascina San Damiano che sorge vicino al canale di irrigazione, tra Villanova D’Ardenghi e Grotello, dove è avvenuto il ritrovamento - è abitudine gettare di tutto, anche sacchi contenenti vestiti". Il signor Fabio ritiene credibile che la corrente possa aver trascinato la busta da Garlasco 8 chilometri più in là, nel punto in cui un contadino, sabato pomeriggio, l’ha trovata.