Chiaravalle, sei anni buttati

La situazione di Chiaravalle, dove 1200 abitanti vivono circondati da 900 zingari nomadi che vivono in campi abusivi, è tra le più difficili. Dai cittadini di Chiaravalle è arrivata la richiesta di valorizzare il borgo con attività economiche che creino occupazione e riscattino il quartiere. Proposte degne della massima attenzione.
Vorrei ricordare che nel 1997 la Compagnia delle Opere aveva lavorato a un progetto per il recupero urbanistico della Cascina San Bernardo, nelle vicinanze dell'abbazia. Il progetto di recupero avrebbe portato al restauro completo della cascina e la realizzazione di centri dalle finalità sociali come l'associazione giovanile e la formazione per il lavoro, uno spazio per il banco alimentare e un centro di aiuto e assistenza a persone portatrici di handicap psico-fisici. Il Settore Demanio e Patrimonio del Comune di Milano deliberava di concedere, a titolo oneroso, l’area alla nostra Associazione centri di solidarietà, perché vi realizzasse il progetto di recupero. Nel corso del tempo il progetto muta per adattarsi a nuove esigenze, ma si mantiene ferma la decisione di destinare l’area solo a realtà non profit e in particolare all’associazione «Cura e Riabilitazione» perché si occupi del disagio psicofisico.
Accade però che il signor Fedrighini, rappresentante di Rifondazione comunista nel consiglio comunale di Milano, decide di boicottare il progetto. Il signor Fedrighini dichiara alla stampa che manca trasparenza nel progetto e che, nel dubbio, è necessario sospendere tutto e avvertire la magistratura. Nulla valgono i chiarimenti forniti sui cambiamenti della destinazione d’uso: Fedrighini, folgorato sulla via di Chiaravalle, si è convinto che ci vogliano fare una clinica privata di gran lusso per i ricchi. Fosse finita lì rientrava nella sterilità delle polemiche politiche. Invece è seguita l’indagine della magistratura (per l’obbligatorietà di perseguire i reati o le ipotesi di reato) con alla fine assoluzione piena di assessori e associazioni. Persi 6 anni, la cascina occupata abusivamente da poche persone alla fine anni ’90 è oggi il perno della abusiva devastazione di Chiaravalle.
Domanda: non sarebbe stato meglio che il signor Fedrighini si fosse occupato personalmente di seguire questo progetto, vigilando che tutto andasse come doveva, invece di opporvisi senza una controproposta?
*Presidente Compagnia
delle Opere di Milano