«Chiarezza sui conti della sanità»

Il senatore di An Domenico Gramazio, nella sua qualità di componente del consiglio di amministrazione dell’agenzia di Sanità Pubblica Lazio Sanità, ha chiesto formalmente al presidente Lucio D’Ubaldo la convocazione, in via d’urgenza, del Cda. «Il motivo per il quale chiedo questa convocazione urgente è il divario che riguarda il buco della sanità della Regione Lazio - spiega Gramazio - In questi giorni il presidente D’Ubaldo ha dichiarato che il buco nella sanità, per il 2008, è di 580 milioni di euro, mentre il presidente Marrazzo e l’assessore Battaglia vanno affermando, da mesi, che i conti sono in regola. È ora quindi che l’ente regionale per il controllo del sistema sanitario, che è l’Agenzia di Sanità Pubblica, discuta in modo chiaro sui dati in loro possesso. Se sarà necessario il Cda dovrà essere convocato presso i locali della Regione, affinché vi possano partecipare il presidente Marrazzo e l’assessore Battaglia; bisogna fare chiarezza sui conti della sanità della Regione Lazio. Mentre Battaglia insiste sul taglio di 4mila posti letto in esubero, si deve pensare anche alla ricollocazione del personale di queste strutture».
Sullo stesso argomento è intervenuto il consigliere regionale An Tommaso Luzzi, componente della commissione Sanità, il quale ha affermato che chiederà, nelle prossime ore, «che si discuta con urgenza in consiglio regionale sulla situazione del deficit, facendo i conti in maniera chiara, per far comprendere a tutti quale sia la reale situazione del tracollo finanziario della sanità nel Lazio». Un grido d’allarme arriva anche da Donato Robilotta, capogruppo Sr alla Pisana. «È assordante - dice - il silenzio degli assessori alla Sanità ed al Bilancio della giunta Marrazzo sulla denuncia fatta dal presidente dell’agenzia sanitaria regionale del buco sanitario di 580 milioni di euro rispetto al 2008. Aggiungendo questa cifra al deficit programmato nel piano di rientro per il 2008 di 584 milioni, siamo già ad un deficit pari a 964 milioni, e se teniamo conto che questa cifra è al netto delle maggiori entrate fiscali, dovute all’aumento dell’Irap e dell’Irpef, pari a 800 milioni e del fondo nazionale straordinario pari per il 2008 a 321 milioni di euro, arriviamo ad un disavanzo complessivo di 2,1 miliardi in linea con il disavanzo del 2006 e del 2007. Ciò significa che durante la gestione Marrazzo la spesa della sanità è esplosa e non è sotto controllo nonostante le rassicurazioni di Battaglia». «Il piano di rientro non contiene nessuna misura strutturale come il taglio vero dei posti letto, tant’è che il Tesoro ha bloccato l’erogazione dei fondi previsti - continua Robilotta - Di fronte agli attacchi della Cgil esprimo tutta la mia solidarietà politica e personale all’amico D’Ubaldo, che da presidente dell’Asp ha detto quello che alcuni di noi sostengono da tempo, occorre chiudere sul serio i posti letto in eccesso, e non solo sulla carta».