Chiassose grigliate nei giardini di Villa Croce

Villa Croce come i parchi di Washington. Ma gli abitanti di Carignano storcono il naso e li abbandonano. Non vogliono mischiarsi con la grande bolgia.
Ogni sabato e ogni domenica sotto gli alberi frondosi della nobiliare villa sul colle alle spalle di corso Aurelio Saffi arrivano a frotte famiglie sudamericane e italiane per allestire allegre e vocianti feste di compleanno per i loro bambini. Oppure semplicemente dei picnic e grigliate come scampagnate fuori porta.
I residenti della zona però sono furibondi. «Non sono sicuramente abitanti delle nostre vie - dicono - I sudamericani arrivano qui alla mattina con griglie e chili di carne. Allestiscono una sorta di barbecue e poi tutti seduti ai tavoli di legno passano la giornata all'aria aperta, con musica, balli, canti, squarciando il silenzio che regnava in questa zona». Tantissimi erano infatti le mamme con i bambini in carrozzella che venivano a prendere il fresco qui sotto. Altre che portavano i loro bambini a giocare. «Venivo qui la domenica pomeriggio a leggere il giornale - dice un anziano signore - ed ad ascoltare la radiolina con le partite di calcio. Me ne stavo qui tranquillo. Ora c'è un bailamme che non si può resistere».
Ma molti li sentono anche da casa. Tutti gli appartamenti con vista mare che vivevano solo del rumore delle foglie mosse dal vento e dal cinguettio degli uccellini.
«Va bene il vociare dei bambini - aggiungono - ma sentire in continuazione la musica che batte, questi che cantano, ballano, bevono, è davvero molto fastidioso». «Probabilmente - sostengono - sono le badanti che durante la settimana portano qui in villa gli anziani o le babysitter con i bambini, hanno adocchiato il luogo e lo hanno colonizzato la domenica per le loro gite all'aria aperta».
Ma anche gli italiani non sono da meno e hanno subito seguito le usanza latino-americane. Così, nel pomeriggio, non è difficile vedere genitori e figli con festoni e torte che «impavesano» gli alberi secolari di villa Croce come navi da Crociera. E, anche per loro, inizia la fiesta. Alcuni addirittura con animatori improvvisati per bambini. Addio angolo di tranquillità.
E poi nessuno pulisce. La spazzatura resta lì accumulata nei cestini che debordano fino all'arrivo tardivo dell'Amiu e i festoni, a volte, rimangono appesi per giorni e giorni in attesa che il vento li strappi dalle fronde e li porti via.
Intanto l'erba è sparita. «La situazione è oramai fuori dal controllo di chiunque - si lamentano i residenti - se chiamiamo i vigili non vengono perché sostengono che queste persone non commettano nessun tipo di reato». E intanto Carignano ha perso la sua aurea di oasi felice e silenziosa. Di terrazza che si affaccia sul mare.