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«Ho conquistato il Sud America e ora mi sento latina dalla testa ai piedi»

da Milano

E brava Laura Pausini: l’altra sera a Las Vegas ha vinto il Latin Grammy Award per il miglior album pop femminile e il suo trionfo non è roba da tutti i giorni. Intanto perché si tratta in pratica degli Oscar della musica. E poi perché questi premi latinoamericani sono distanti anni luce dal mondo europeo e difatti, per capirci, al Mandalay Bay Events Center ha stravinto Juan Luis Guerra, il re della bachata che da noi è pressoché sconosciuto ma laggiù che s’è messo in tasca ben cinque statuette. Quindi sollevando in aria il grammofono stilizzato degli Awards, Laura Pausini ha dimostrato ancora una volta che la sua voce e, soprattutto, il suo linguaggio sono ormai così globali da piacere in tutto il mondo: e forse è la prima volta che a un italiano accade in modo così netto e duraturo.
In più, lei ha vinto con Yo canto, versione latinoamericana del cd Io canto, la raccolta di cover che l’anno scorso è stata la più venduta in Italia e in 47 nazioni è stata comprata da oltre due milioni di persone. «Non mi abituerò mai a queste incredibili emozioni - ha detto lei poco dopo la cerimonia -. Il cuore mi scoppiava nel petto, ancora non riesco a capire, dopo 14 anni, come tutto questo sia potuto accadere proprio a me».
Quando è stata premiata, ha dedicato la vittoria a Luciano Pavarotti e ha riconosciuto che, con il passare del tempo, «mi sento sempre più un’interprete latina». «È stata un’avventura incredibile essere amata e riconosciuta dalla comunità latinomericana da quando avevo 20 anni. Ora ne ho 33 e mi sento latina dalla testa ai piedi». Vestita per l’occasione da Gianfranco Ferrè, ha cantato Disparame/Dispara e poi è stata raggiunta da Andrea Bocelli con il quale ha duettato nel brano Vive Ya, che il tenore ha appena pubblicato nel suo album Vivere. Risultato: standing ovation della platea che non si aspettava tanta energia. In poche parole, un trionfo. E naturalmente sono subito arrivati i complimenti.
Tiziano Ferro, che nel cd Io canto duetta con lei in Non me lo so spiegare, ha subito detto: «Complimenti e auguri per l’ennesimo Latin Grammy, stavolta mi sento un po’ più orgoglioso perché nell’album c’è una mia canzone e canto anche io... Piccola nota gioiosa in più!». E poi Riccardo Cocciante: «Sono molto felice per Laura e questo nuovo riconoscimento internazionale. Complimenti al suo intuito: Io canto (un brano proprio di Cocciante, ndr) corrisponde molto al suo modo di essere. Grazie di aver perfettamente interpretato lo spirito del brano». Anche Fossati, autore de La mia banda suona il rock, si è unito al coro: «Pausini è bella, simpatica, bravissima. Un’ottima ambasciatrice del pop italiano».
Per Enzo Mazza, presidente della Fimi, «il suo cd costituisce un’incredibile sintesi delle canzoni che hanno fatto grande l’Italia, riunendo in un’unica opera testimonianze di autori e di successi discografici italiani di intere generazioni. Il successo di Laura - ha concluso Mazza - è un successo di tutta la musica italiana».
Infine Biagio Antonacci, che proprio ieri festeggiava il compleanno iniziando a Treviglio il suo tour italiano: «Ancora una volta sono felice di aver partecipato come autore e compositore a questo grande successo di Laura» ha subito dichiarato lui, che nell’album firma In una stanza quasi rosa.
Insomma, è un momento d’oro per la Pausini. Domenica scorsa a Montecarlo ha vinto il World Music Award e il 30 uscirà il cd/dvd San Siro 2007 registrato il 2 giugno in un tripudio di folla. Infine proprio in quei giorni sarà in tutte le librerie Fai quello che sei - Io canto, edito da Mondadori: si tratta di un diario esclusivo e ricco di immagini della cantante che racconta quell’indimenticabile evento.