«Chiavari, la Cdl può vincere al primo turno»

«Liti e malgoverno: l’Unione offre uno spettacolo indecoroso»

Moderati avanti tutta, «ancora di salvezza delle amministrazioni del Tigullio». La certezza del senatore di Forza Italia Luigi Grillo. Soprattutto adesso, in questi venti elettorali contro ogni «fisica» della politica. «A Chiavari e Rapallo, causa fatti accidentali ed episodici, si era persa l'abitudine di consegnare la rappresentanza ai moderati». Che sono l'incastro giusto in una sinistra spezzata. Giancarlo Pelizza a Chiavari, Mentore Campodonico a Rapallo. Moderati da Santa Margherita Ligure a Rapallo, Chiavari e Lavagna. Tra parentesi solo Sestri-la-rossa e un debito da pagare alla Fit-Ferrotubi. Il resto è storia tradotta nella capacità tigullina di esprimere «una classe dirigente che negli anni ha amministrato bene».
Oggi il pasticciaccio di Chiavari, la ridda di candidati sindaci, le frange che alzano polvere e i colori che si mischiano. Otto i nomi in carnet: oltre alla Cdl compatta su Giancarlo Pelizza, per Ulivo, Italia dei valori, Movimento autonomo pensionati, Lista civica Mignone per Chiavari corre Maria Stella Mignone (ieri la presentazione ufficiale), ex assessore giunta Poggi e un passato politico a ventaglio. Rifondazione e Comunisti italiani non la vogliono e indicano Stefano Roggero, la vera «sinistra». Poi c'è Vittorio Agostino, e tanto basta. Partecip@attiva (degli ex Margherita che hanno fatto saltare Poggi) candida Agostino Taccone e chiama a raccolta i movimenti cattolici. Gianluca Podestà è il candidato di Chiavari Idea-Mgnolia, Cesare Maschio rappresenta L'Italia di Mezzo e Paolo Bertuccio, simpatizzante centro destra, è l'uomo dei Repubblicani e Pensionati Italiani. Da colpo di sole. L'ibrido avanza, e il difficile è orientarsi. A parte i punti fermi. Che Grillo rivendica alla Casa delle libertà.
Ciak elezioni: senatore, come butta Chiavari?
«Discorso complesso, ma da come si sono messe le cose le speranze nostre credo siano in crescita. Il centro sinistra sta offrendo uno spettacolo indecoroso. Sono spaccati in tre-quattro tronconi e hanno a consuntivo un'esperienza negativa. I chiavaresi hanno capito i limiti di questo centro sinistra e dei suoi accoliti e li rifiutano».
Sinistra a parte, c'è un Vittorio Agostino che non scherza...
«È innegabile che Chiavari si porta dietro questo incidente di percorso. L'uomo, per cui nutro anche simpatia, ha i suoi pregi, ma non rientra nel solco dei moderati. Insisto: non è un moderato».
Quindi?
«È arrogante come sanno essere i comunisti. Professionista della politica, ha meriti storici e nessuno mette in dubbio il suo impulso a risolvere talune problematiche, che non erano però decisive e strutturali. S'è avvalso della condizione favorevole dell'elezione diretta, ha sfruttato con furbizia questo status e ha costruito soprattutto marciapiedi e aiuole. Nessun altro segno tangibile».
Visto da Grillo, il gradimento (di parte?) di Giancarlo Pelizza?
Il senatore abbozza e insiste sulla costante per lui risolutiva: «Lui rappresenta il centro destra unito che chiede il voto ai democratici e credo possa essere la carta vincente. Faccio appello alle persone per bene. A Chiavari c'è la vera aristocrazia, c'è la cultura. E proprio a questa città, che non può non essere insofferente verso la sinistra e verso chi pensa di gestire con arroganza la cosa pubblica, diciamo che il centro destra si candida a governare con un uomo che ha dimostrato concretezza e buon senso. Pelizza non è improvvisato e non sarà solo, ce la metteremo tutta per sostenerlo».
Fra gli altri candidati che potrebbero pescare a destra?
«Ci duole per Agostino. Noi giochiamo la nostra partita, ma la sua esperienza non è ripetibile. Podestà è un uomo di valori e mi dispiace che non sia con noi. Guardiamo con simpatia a Bertuccio che, nell'eventualità, recupereremo al secondo turno».
Azzardare un pronostico?
«Confidiamo di vincere al primo turno o di andare al ballottaggio. Abbiamo fatto tesoro degli errori commessi. Ora ci riprendiamo Chiavari».