Chiavari, la giunta Poggi ha le ore contate

Chiavari. Il vicesindaco Giovanni Scuderi si dimette e apre alla sfiducia del sindaco Sergio Poggi, ribadita dalle posizioni immutate d’una Margherita assolutamente determinata a seguire il gesto di Scuderi. Le cui dimissioni erano attese da giorni, «rimandate perché così mi era stato chiesto dai vertici regionali della Margherita - spiega Scuderi -. Che hanno provato a ricucire e credo continueranno, in linea teorica. Ma adesso era doveroso che lasciassi». Sperava che la matassa si dipanasse, non dà colpe a nessuno, ma «la faccenda s’è impantanata». Conferma di condividere in toto il documento del 5 gennaio che il locale direttivo della Margherita aveva esploso contro l’amministrazione Poggi, accusandola di non avere realizzato il programma di governo e chiedendogli un confronto su punti vitali per la città. «In tre anni e mezzo la difficoltà è stata quella d’essere un gruppo eterogeneo e ne abbiamo pagato lo scotto - riprende Scuderi -. Passa il tempo, non si realizzano le cose e perdi la speranza di portarle a termine». Delusione e slalom sul futuro prossimo. Non vuole dire di più. Sfiducia a Poggi? Scuderi glissa e rimanda al partito. Defilata c’è Sabrina Devoto, segretaria del direttivo chiavarese. Il paradosso del vicesindaco che molla la poltrona e dei tre consiglieri, Alessandro Monti, Giovanna Devoto e Biagio Marchello, che restano in sella? «Non lo vedo possibile» è l’esternazione di pancia. E poi: «La Margherita a breve avrà il nuovo direttivo che preciserà come muoversi. Le posizioni restano quelle espresse nel comunicato. Oggi si sono formalizzate le dimissioni del vice sindaco che avevamo richiesto».
Scuderi non si sbottona, ha parole di stima per Poggi e insiste che alla città la storia va spiegata bene. A suo tempo. Che stringe. Il sindaco si mette in coda per la sua conferenza stampa: «Non accetto le dimissioni di Scuderi e spero che il consiglio non si prenda la responsabilità di lasciare Chiavari senza bilancio e aggiornamento del piano opere pubbliche». Insiste che ha bisogno del suo vice e assicura che la giunta continuerà a lavorare fino al prossimo consiglio comunale, da convocarsi entro trenta giorni dalla presentazione della mozione di sfiducia della minoranza. Data prevista 5-6 febbraio. Dieci contro dieci. Con la posizione durissima della Margherita che già chiedeva al sindaco di dimettersi per andare alle urne in primavera. Se ci sarà lo scioglimento del consiglio comunale entro il 24 febbraio, Chiavari andrà ad elezioni tra maggio e giugno. Nel caso accadesse dopo, il tutto slitterà al 2008.
Il non detto impera, ma l’evidenza sfonda le porte. Poggi si controlla, sposta il discorso sulla raccolta dei frutti nel prossimo anno e mezzo. Per un po’ regge la parte, ma ormai non ci crede più nemmeno lui. «Spero di portare a termine il mandato» è il ritornello consumato. Ma subito dopo al «si ricandida?», lo sfogo: «Ne ho le scatole piene. Non ci penso nemmeno a ripresentarmi. Questa politica con la p minuscola mi ha deluso. Perché l’interesse della città è l’ultimo dei problemi».