Chiavari, il pasticciaccio del pallone

Rate salatissime di mutuo da pagare, un'associazione sportiva (Caperanese calcio) che non ci pensa nemmeno e scarica le responsabilità sugli assessori (Maria Stella Mignone e Cesare Risso) di una giunta (Poggi) che aveva dato garanzia fideiussoria alla banca (Carige) senza prevedere nulla a riguardo nel bilancio. Il pasticciaccio va in scena a Chiavari tra il 2005 e oggi. Risultato? Trecentomila euro da pagare per il Comune di Chiavari che «dovrà pure tirarli fuori, ma cercherà anche di capire come recuperarli», avvisa il sindaco Vittorio Agostino, che eredita una pratica «per nulla trasparente da chi vantava trasparenza» e gira le carte a Corte dei Conti e Procura della Repubblica. Casus belli una recente lettera del commissario Vincenzo Pellegrino che sollecita la Caperanese a pagare le rate del mutuo del 2006, che la banca batte cassa. Nessuna risposta. Elezioni e Agostino diventa sindaco. Delibere alla mano, il primo cittadino firma un esposto a Corte dei Conti e Procura di Chiavari manifestando grosse perplessità sull'andazzo preso dalla vicenda nel suo iter procedurale. In sintesi: nel maggio 2005 la Caperanese riceve in gestione il campo di proprietà del Comune. Il 10 giugno Stefano Servente, presidente e legale rappresentante dell'Associazione Sportiva, chiede all'amministrazione di potere provvedere, a spese della Caperanese, alla copertura in erba sintetica del campo. «Il 16 giugno lo stesso Servente - spiega Agostino - chiede anche al Comune una fideiussione a garanzia del finanziamento per l'opera. Sei giorni dopo la giunta approva il progetto la cui realizzazione ammonta a 270.000 euro più Iva e autorizza la garanzia fideiussoria. Il 29 giugno anche il consiglio dà il placet alla fideiussione che viene comunicata alla banca». Un anno e mezzo e le rate del mutuo non sono ancora state pagate. La responsabilità? «Naturalmente la Banca si rivale sul Comune che ha garantito» conferma il sindaco che a conclusione dell'esposto sottolinea che, mentre l'amministrazione si riserva di agire nei confronti della Caperanese e dei suoi dirigenti, «appare sconcertante che non sia sta indetta gara pubblica per l'intervento sul campo di proprietà comunale e che i lavori siano stati affidati alla Comes Tigullio srl il cui legale rappresentante è lo stesso Servente della Caperanese. In oltre un anno di morosità la precedente amministrazione non ha mai sollecitato il pagamento delle rate». Spunti. Che prendono un certa piega alla luce della lettera di risposta firmata dalla dirigenza della Caperanese. L'Associazione spiega l'urgenza dell'intervento sul manto erboso del campo, cita la delibera con cui l'amministrazione Poggi ha predisposto apposita fideiussione perché Banca Carige potesse erogare il mutuo e insiste: «gli assessori allo sport Mignone e ai lavori pubblici Risso avevano verbalmente garantito che le rate di mutuo non avrebbero gravato sulla Caperanese perché le stesse rate sarebbero state pagate dal Comune, prevedendone la copertura con risorse del bilancio». Ma «a bilancio non risulta nulla» insiste il sindaco. Poi la logica deduzione degli sportivi «Non aveva senso per la Caperanese farsi carico dell'intervento con un mutuo di quindici anni quando la concessione per l'impianto scade il 31 dicembre 2007». Senza contare che «la nostra Associazione non è a scopo i lucro. Dove abbiamo i soldi per pagare le rate?» E che rate. Qui non si chiappa niente e deve subentrare il Comune, «che dal dopo guerra ad oggi non ha mai rilasciato fideiussioni. Non ci facciamo illusioni, ma dobbiamo intraprendere azioni per scindere le responsabilità» stigmatizza Agostino, che inoltra la lettera della Caperanese a Corte dei Conti e Procura, per eventuali responsabilità penali, ad integrazione della precedente.