Chicago, nuove denunce per lo sbirro violento, costato già 43 milioni al Comune

Jon Graham Burge, ha fatto per vent'anni il poliziotto nella sua città, a modo suo però: seviziando gli arrestati con scosse elettriche e bruciature di sigarette. Esploso lo scandalo, sono iniziate le azioni legali, molte ancora in corso perché ancora oggi arrivano ulteriori querele e relative richiesta di danni

Lo sbirro dalla mano pesante, già costato 43 milioni di dollari alla municipalità di Chicago, continua e ricevere denunce che costringeranno il sindaco della grande città Usa a sborsare altri milioni per spese legali, avvocati e danni. Cosucce sulle quali i giudici americani non vanno molto per il sottile e sui risarcimenti poi picchiano forse più che lo stesso poliziotto sui tanti sospettati portati in guardina in vent'anni. Per tanti anni infatti Jon Graham Burge, 65 anni, sbirro di ferro ha infierito contro gli arrestati, lasciandosi andare a vere e proprie forme di tortura. Almeno duecento i casi tra il 1972 e il 1991.
Nato e cresciuto a Chicago, si può dire ben dire che Jon Graham Burge, 64 anni, abbia avuto l'animo dello «sbirro» fin da giovane. Anche perché come studente non è che brillasse molto: a 19 anni entrò all'Università del Missouri da dove venne cacciato dopo il primo semestre. Così entrò nelle forze armate per poi finire in Georgia, alla scuola di polizia militare. Finito il corso venne assegnato in Vietnam dove rimase tre anni, prima da sergente, scortando convogli militari e provvedendo alla sicurezza delle basi, per finire come investigatore con il grado di maresciallo. Durante il servizio militare ha collezionato un serie di riconoscimenti e medaglie, in particolare per avere portato in salvo sotto il fuoco nemico un commilitone ferito.
Dimesso «con onore» dall'esercito, tornò nella sua città e nel 1970 divenne agente, «cop» nello slang americano, per poi salire i vari gradi all'interno della polizia di Chicago: prima investigatore, poi sergente infine tenente. Successivamente andò a comandare la sezione «crimini violenti» e poi «bombe e incendi». Infine nel 1988 fu promosso «investigatore capo».
All'inizio degli anni '90 esplose però esplose lo scandalo delle torture inflitte da Burge a persone arrestate, in particolare se sospettati di aver aggredito, ferito o ucciso un poliziotto. Botte da orbi, bruciature con le sigarette, scosse elettriche. In un caso persino contro un ragazzino di 13 venne. Scoperchiata la pentola Burge venne allontanato dalla polizia, le denuncie si susseguirono, arrivando a 200. Decine di processi, sviluppati in base alle confessioni estorte, furono riaperti. E in questi ultimi anni sono piovute le richieste di risarcimento che finora sono costate alle casse del comune 43 milioni di dollari. Nel 2008 Bruge è finito in manette, processato, condannato e messo in galera, uscirà nel 2015. Nel frattempo però la macchina della giustizia non si è arrestate a altre sei cause attendono lo sbirro di ferro, e soprattutto il cassiere del comune di Chicago.