Da Chicago a Parigi l'arte è promossa dai tessuti italiani

La prima era appoggiata a un muro giallo di periferia. Brandiva voluttuosamente un gelato e davanti a lei un'amica la fissava con l'obbiettivo di una macchina fotografica: «Testa un po' più in sù, fai vedere che lo stai gustando...». Clic. Più tardi in una strada un po' più avanti c'era una ragazza, il muro dietro di lei aveva più o meno lo stesso colore, con lei però c'era un ragazzo che scattava e scattava: «Girati un po' di fianco, posa un po' più sexy...». Clic. Poi in pieno centro, davanti a una vetrina di una grande libreria, dove una ragazza quasi signora era messa lì con lo sguardo di chi non conosce confini e faceva V con le dita di una mano. L'amica con lei era alle prese con un telefonino: «Attenta al riflesso, sorridi di più...». Clic. E poco più in là intanto una ragazza d'oriente, chissà se turista ma forse neanche,
si teneva la mano sul cappello a larghe falde mentre alzava ammiccante la gamba per rimanere su un tacco (alto) solo. Lui scattava e le consigliava: «Ancora un attimo, un po' più di lato...». Clic. Scene di un solo giorno in giro di Milano e sembrava stessero girando un film, Ma probabilmente è che ormai è tutto un cinema.