Chicco Molinari a caccia del bis nell’Open più ricco

Il detto recita «Open bagnato, Open fortunato» ma una cosa è certa: quando ieri mattina il cielo milanese ha aperto le sue cateratte Mario Franzino, amministratore delegato di Siemens Italia, sponsor della Pro Am, qualche dubbio sul modo di dire lo ha avuto. Per fortuna che è - oltre a manager - anche un appassionato golfista ed ha avuto tanta fiducia ricompensata dal fatto che intorno alle 13 la pioggia ha smesso di cadere su Tolcinasco e i professionisti con i loro partner dilettanti sono potuti scendere in campo a giocare anche se solo per 9 buche. La settimana scorsa in Spagna è stato un mezzo disastro dal punto di vista meteorologico, ma adesso per il Telecom Italia Open più ricco di sempre (1 milione e 700mila euro in palio, 283mila al vincitore) le previsioni sono meno tragiche. Speriamo che i meteorologi dell’European Tour, con tutti i loro computer installati a Tolcinasco ci azzecchino.
Oggi si parte dunque per il torneo vero e proprio che presenta una griglia di partenza che definirei - forse l’ho già scritto - la migliore degli ultimi cinque anni. È mancato all’ultimo momento l’ex campione Masters degli Stati Uniti e capitano di Ryder Cup, il gallese Ian Woosnam. Ne avevamo dato la notizia in anteprima - rischiando - perché non era ancora ufficiale che l’infezione intestinale contratta dal campione gallese gli impedisse di venire in Italia dopo che aveva dovuto cancellare la sua presenza all’Open di Spagna di settimana scorsa. Un vero peccato sia perché Woosie è un vecchio amico dell’Open d’Italia, sia perché sarebbe stato bello vedere a confronto - in campo - lui e Tom Lehman, capitano americano non giocatore della recente Ryder Cup. Una sfida personale tra i due titolati campioni che entrambi aspiravano simpaticamente a fare.
Pronostici? È pazzia farne perché c’è fior di gente in campo. Abbiamo già scritto dei «miti» Tom Lehman, Steve Jones, Duffy Waldorf a rappresentare gli Stati Uniti; Sandy Lyle e Paul Lawrie la vecchia Europa: tra loro, escluso Waldorf, hanno vinto ben cinque tornei del Grande Slam e scusate se è poco. Ma è verso le nuove leve che gli appassionati devono guardare. Tifo obbligatorio ed assoluto per i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari (chicco cerca un bis clamoroso), Canonica, Tadini e ci metterei pure quel vecchio leone mai domo di Costantino Rocca che a 50 anni ha ancora tanta voglia di giocare e vincere. Azzardo dei nomi: i sudafricani Oosthuizen e Schwartzel (che ha appena vinto l’Open di Spagna), il francese Jacquelin in gran forma in questo momento, gli spagnoli emergenti Fernandez Castagno, Quiros, e Santiago Luna; gli orientali Jeev Singh e Randawa senza dimenticare il giocatore irlandese di Ryder Cup McGinley ed il giovane leone britannico - allievo preferito di Nick Faldo - Nick Dougherty. Dei nomi, forse i primi che mi vengono in mente perché in questo 64° Telecom Italia Open ce ne sono altri che possono aspirare al successo dando sicuro prestigio all’albo d’oro del torneo.