Chicco Molinari porta il golf italiano all’Open d’America

Con le dovute scuse al torneo «portabandiera» del Tour Europeo - il Bmw Pga - apriamo il pezzo con quella che è la notizia più eclatante per il golf italiano: Francesco Molinari, subito dopo aver giocato il Bmw si è trovato impegnato al London Golf Club nelle prequalifiche per l’Open degli Stati Uniti. Il giocatore italiano, che proprio recentemente aveva dichiarato di essere stufo di guardare i tornei major in televisione, ha conquistato uno degli 11 posti a disposizione dei giocatori europei per prendere parte al prossimo Open degli Stati Uniti. Francesco era già stato all’Us Open, ma soltanto come caddie di suo fratello Edoardo che lo giocò nel 2006 in quanto vincitore l’anno prima del campionato dilettanti degli Stati Uniti. Questa volta Francesco è in campo per la conquista di almeno un ottimo piazzamento nel major più importante d’America.
Detto questo, Paul Casey ha vinto il titolo più importante della sua carriera, conquistando sul percorso di Wentworth il Bmw Pga Championship. Titolo più che meritato per il giocatore inglese di Ryder Cup al suo decimo successo in carriera e al suo terzo nel corso della stagione dopo l’Abu Dhabi Championship e lo Houston Shell Open negli Stati Uniti. Un salto di qualità per lo «scugnizzo» britannico che lo vede ora al terzo posto nel ranking mondiale e al primo nella «Race to Dubai» grazie ai 750mila euro della prima moneta vinti nel torneo, considerato il secondo major del Tour europeo dopo l’Open Championship.
Quel che è più piaciuto di Casey in questa vittoria è stata la sua tenuta di gara e la maturità nel gestire le situazioni in campo, che spesso erano mancate in precedenti occasioni. Ha saputo resistere agli attacchi prima del danese Kjaldsen e poi del suo connazionale e compagno di Ryder Ross Fisher che nell’ultimo giro - partito con 5 colpi di ritardo - aveva annullato lo svantaggio con un gran round in 64 colpi, miglior punteggio del torneo. Casey con due birdie finali - fantastico quello alla 18 con l’uscita dal bunker e putt cruciale imbucato - è riuscito a evitare lo spareggio e ad iscrivere il proprio nome su un trofeo che è un po’ l’albo d’oro del golf europeo.
C’erano davvero tutti al Bmw - tranne Garcia - e le vittime illustri non sono mancate, basti menzionare che Retief Goosen, due volte campione Open degli Stati Uniti, e Angel Cabrera, detentore del Masters, non hanno passato il taglio dopo le prime 36 buche. Altra indicazione netta arrivata da questa edizione del Bmw è quella di un cambio generazionale ormai in pieno svolgimento, considerando che nelle prime dieci posizioni alle spalle di Casey, Fisher e Kjaldsen figurano giocatori come Rory McIlroy (65 nel terzo giro e in corsa fino a metà delle ultime 18 buche), l’americano Ben Curtis, i sudafricani Schwartzel ed Aiken.
Più che onorevole la prestazione dei due italiani ammessi al torneo. Francesco Molinari, dopo una brutta partenza in 77 (forse non aveva ancora smaltito la delusione per la squalifica all’Open d’Irlanda) ha avuto un’impennata d’orgoglio e con un 68 nella seconda giornata è riuscito a recuperare e passare il taglio. Ancora un buon giro (70) il sabato prima che un bogey e un doppio bogey nelle prime tre buche dell’ultimo giro lo costringessero ad accontentarsi di un 72 e del 35° posto insieme a Montgomerie. Meglio di lui Alessandro Tadini, in sostituzione di un giocatore defezionario. Alessandro con due giri finale in 69 colpi si è piazzato al 13° posto con Dougherty e McDowell e grazie ai 69mila euro incassati è risalito di 59 posizioni nell’ordine di merito ed è ora numero 106 nel «Race to Dubai» e con qualche altra buona prestazione, di certo alla sua portata, è ben avviato a conservare la carta del Tour.
Negli Stati Uniti al Canterbury Golf Club nell’Ohio il californiano Michael Allen ha vinto l’Open Senior degli Stati Uniti al quale erano presenti i nostri Rocca e Calì. Fuori al taglio Calì, Rocca ha portato a termine - tra alti e bassi - il torneo, terminando 59°.