Chiede tangenti per operare un tumore

Primario di ecografia al Cotugno di Napoli si fa consegnare 2500 euro da una settantenne malata

da Napoli

Un sorriso appena abbozzato poi, con la mano destra, ha fatto sua una busta, dal peso di pochi grammi ma dal contenuto molto prezioso. Antonio Giorgio, 57 anni, primario di Ecografia interventistica all'ospedale per le malattie infettive, Cotugno, di Napoli, non è rimasto a lungo con i suoi due visitatori: dopo qualche minuto li ha congedati e ringraziati per il dono. Subito dopo l’arrivo di due uomini: «Siamo i carabinieri dei Nas, professore Giorgio, lei è in arresto per concussione». Il primario impietrito, non ha fiatato. Poco dopo, borsa con il ricambio degli indumenti stretta nella mano destra, carabinieri ai lati, ha lasciato lo studio per entrare nel carcere di Poggioreale.
Le prove che hanno fatto esplodere questo nuovo scandalo nella disastrata sanità campana, erano nella busta che il camice bianco eccellente, aveva appena intascato: duemilacinquecento euro, il costo della prestazione erogata dal professore Giorgio a un'anziana di settant'anni, che vive nel napoletano, ammalata di un tumore al fegato. La paziente era in lista di attesa per un intervento al Cotugno ma avrebbe dovuto aspettare una cinquantina di giorni prima di entrare in sala operatoria. C'era solo un sistema per accorciare quei tempi, secondo le risultanze investigative dei carabinieri dei Nas: pagare una tangente. Il miracolo del professore Giorgio è riuscito: la paziente mercoledì è entrata in sala operatoria, superando una lunga fila di pazienti che la precedevano. Sta bene l'anziana ed è l'unica buona notizia di questa vicenda di malasanità campana.
I vertici dell'azienda ospedaliera Cotugno hanno sospeso il professore Giorgio dall'incarico «in base agli elementi finora emersi dalle indagini». L'indagine nei confronti di questo indagato eccellente non sono ancora finite. I carabinieri dei Nas, del colonnello Mario Pantano, stanno cercando di chiarire se Giorgio fosse alla prima bustarella oppure se vi siano dei precedenti. Inoltre, gli investigatori non sono certi se il primario abbia trovato la corsia preferenziale per la settantenne da solo oppure se abbia avuto dei complici.
Da quindici giorni i carabinieri dei Nas stanno eseguendo, non soltanto a Napoli e in Campania ma in tutt'Italia degli approfonditi screening sulle liste di attesa presso ospedali, laboratori di analisi per verificare la corretta applicazione delle liste di attesa. L'anomalia del caso dell'anziana, i cui familiari hanno pagato la mazzetta di 2500 euro, è subito saltata all'attenzione degli investigatori. Decisiva la collaborazione dei parenti della paziente, i quali avrebbero rivelato ai carabinieri modalità del pagamento, luogo e data dell'appuntamento.
Sull'arresto del professor Giorgio, qualche sassolino dalle scarpe se l'è tolto il ministro per la Salute, Francesco Storace, che aveva dato l'input ai Nas per un'indagine sulle liste di attesa negli ospedali. «Ho riferito questa mattina al presidente del Consiglio, Berlusconi, la grave notizia riguardante un primario dell'ospedale Cotugno, che ha preteso una tangente da una donna ammalata di tumore al fegato, per evitare un'attesa di 50 giorni. Ai faziosi che avevano criticato la mia iniziativa, va la speranza di un ravvedimento».

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