Chiedere l’elemosina non vuol dire estorcere soldi

La nostra civiltà, e non solo la nostra, riconoscono all’elemosina un significato fondamentale. Per i cristiani esercitare la carità verso il prossimo è un bisogno dello spirito ed un mezzo per raggiungere la salvezza e la vita eterna, per i laici un tentativo di redistribuzione della ricchezza ed una parziale risposta della società al problema della povertà. Tutte le religioni impongono ai propri seguaci l’obbligo di venire incontro ai bisogni dei meno fortunati, la carità dei cristiani poco differisce dallo Zakat dei musulmani, uno dei pilastri della fede islamica. Il comunismo si è illuso di poter risolvere le disuguaglianze economiche tra gli uomini, ma il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti e fino a quando esisterà la povertà è dovere di ogni uomo di buona volontà cercare di porvi rimedio. Naturalmente vi è una differenza abissale tra chiedere l’elemosina o cercare di estorcere denaro con protervia ed arroganza, come è il caso dei parcheggiatori abusivi o dei lavavetro. E questa distinzione, chiara ed inequivocabile, va sottolineata con forza per togliere fiato ed argomentazione ai soliti bastian contrati. Il velleitario tentativo di sindaci coraggiosi di stroncare un racket vergognoso va plaudito e compito dei cittadini è quello di collaborare, facendo confluire il proprio aiuto verso istituti assistenziali specializzati ed affidabili. Prima che l’Italia divenga la terra promessa dei diseredati di tutto il mondo e una marea incontenibile ci travolga, sommergendoci.