«Chiediamo a Dio l’iscrizione nel registro della vita»

«Con il Rosh Hashana ricordiamo il mancato sacrificio di Isacco da parte di Abramo - spiega Daniel Fishman, esperto di comunicazione e scrittore -. Si suona lo Shofar che ci annuncia i giorni di preghiera in cui chiederemo a Dio di iscriverci nel registro della vita e in cui tenteremo di rimediare ai torti che abbiamo commesso». Nel giorno di Yom Kippur, che cade dieci giorni dopo il Capodanno, i fedeli attendono il giudizio divino: «Rosh Hashana è una festa molto importante - osserva Fishman -. Dura due giorni e festeggiamo scambiandoci regali e mangiando cibi come il melograno, simbolo di fecondità e ricchezza, così come i suoi 613 chicchi rossi rappresentano i precetti che un buon ebreo dovrebbe seguire».