Chiese globali e religioni assassine

Molti credevano nella scomparsa di Dio. Sbagliato. La mappa religiosa del XX secolo ha visto i popoli spostarsi portando i propri altari in valigia. Globalizzazione e informatizzazione del XXI secolo hanno poi creato le condizioni per una trasmissione velocissima dei messaggi religiosi. Elie Barnavi, storico israeliano, parla di ciò in Religioni assassine (Bompiani, pagg. 161, euro 15, trad. Monica Macchioni). E affronta il tema del fondamentalismo, presente in tutti i credo e capace di oltrepassare l’integralismo, diventando fondamentalismo rivoluzionario. Se la fortuna dell’Occidente, dice Barnavi, è stata la distinzione tra lo spirituale e il temporale, «la sventura dell’Islam è stata la loro irrimediabile confusione». Se religione e impero diventano tutt’uno, può nascere la violenza.