Le chiese si illuminano di jazz e gospel

«Forse ancora di più quest’anno, in un momento in cui il Natale coincide con un periodo di seria difficoltà, per il lavoro, per gli affetti, per l’incertezza della vita, la musica nelle nostre chiese deve produrre un’oasi di pace, una musica che da diversi luoghi della terra può rappresentare un momento di speranza per tutti». Così don Luigi Garbini, responsabile del servizio «Parola, liturgia e dialogo» dell’Arcidiocesi che, con la Provincia e i 14 Comuni coinvolti, promuove per il 13esimo anno consecutivo «La Musica dei Cieli». Obiettivo della rassegna: portare la musica del vivo nelle chiese dell’area metropolitana e del capoluogo lombardo. Concerti in concomitanza con l’Avvento (quest’anno 15 appuntamenti fino al 27 dicembre e tutti ad ingresso gratuito e con inizio alle 21) ad alto tasso emozionale e nei quali l'approccio al sacro è tutto fuorché convenzionale.
Al solito di qualità il cartellone proposto, in cui spiccano almeno un poker di proposte a loro modo imperdibili, a cominciare dalla performance del quintetto di Don Byron, sax tenore e clarinetto. Nero newyorkese, classe 1958, tra i jazzisti più geniali e coraggiosi degli ultimi decenni, stasera, alla testa di un gruppo di cui fanno parte anche DK Dyson alla voce, Brad Jones al contrabbasso, Frank Wilkins al piano e Pheeron Aklaff alla batteria, si confronterà con la musica gospel nera nella chiesa Santa Maria Assunta di Senago.
Fari puntati anche sulla star francese Camille, paladina incontrastata del pop a-cappella e per l’occasione protagonista di un personalissimo viaggio, gioioso e anticonformista, nei territori del sacro (il 17 ai Santi Alessandro e Martino di Cesate e il 18 alla basilica Sant’Eufemia di Milano). Ma anche sulll’eclettico cantautore italo-britannico Piers Faccini (il 19 alla Santa Maria Aiuto di Arese e il 20 all’abbazia Santa Maria di Morimondo). Per concludere con la bravissima cantante algherese Franca Masu, tra le più apprezzate nel circuito della world music internazionale grazie a una voce generosa e ad un repertorio in bilico tra tradizione sarda, catalana e portoghese (il 21 ai Santi Gervaso e Protraso di Novate Milanese).