Chiesti trent’anni per il killer del carabiniere

Trent’anni di carcere sono stati chiesti dalla Procura generale per Diego Pedetta, il pregiudicato di 52 anni accusato di aver ucciso il vicebrigadiere dei carabinieri Sandro Sciotti, 40 anni, nel corso di una rapina ad una banca a Santa Maria delle Mole, il 16 giugno del 2002. Il pg Antonio Marini ha sollecitato la condanna nel corso del secondo processo d’appello nei confronti dell’uomo. Alla richiesta si sono associati gli avvocati Laura Di Feo e Giuseppe Di Noto, che assistono la famiglia del brigadiere assassinato.
Inizialmente erano tre le persone imputate nel processo per la morte del vicebrigadiere: Diego e Roberto Pedetta e il cugino Christian Tucci. Ma mentre quest’ultimo, ammanettato nelle Filippine, venne assolto dall’omicidio, entrambi i fratelli Pedetta furono ritenuti colpevoli. Roberto, rintracciato a Barcellona, fu condannato dal gup di Velletri con rito abbreviato a 30 anni, confermati poi dalla Cassazione. Diego, arrestato a Roma, in primo grado fu condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Frosinone e in appello ottenne la riduzione della pena a 18 anni. Questa pena è stata poi annullata dalla Cassazione, che accolse il ricorso della difesa sulle perizie genetiche e quello dell’accusa sulla valutazione della pena. E proprio questo processo è ora in corso davanti alla seconda Corte d’assise d’appello, presieduta da Guido Catenacci, che si pronuncerà sulla richiesta del pg Marini il 22 ottobre prossimo. Mentre era ancora sotto processo, dopo essere uscito di prigione per la scadenza dei termini di carcerazione preventiva, Pedetta nel luglio del 2005 si sottrasse agli obblighi di sorveglienza speciale. Dopo tre mesi di latitanza venne nuovamente catturato a Guidonia, dopo uno spettacolare inseguimento in campagna.
I fatti contestati risalgono al 13 giugno del 2002, quando un gruppo formato da tre persone rapinò con la tecnica dell’ariete un’agenzia della Banca Popolare del Lazio a Santa Maria delle Mole, nel comune di Marino. Il bottino, in seguito recuperato dalla polizia, fu di 670 euro. Nel corso della rapina fu ucciso il vicebrigadiere Sandro Sciotti, medaglia d’oro al valor militare, mentre tentava di bloccare uno dei ladri. Il carabiniere si era appostato fuori della banca e aveva coraggiosamente affrontato uno dei tre rapinatori. Era riuscito ad immobilizzarlo quando i suoi complici gli spararono una raffica di colpi. Sciotti, colpito al petto, alla mano e al piede, prima di cadere riuscì a sparare a sua volta un colpo contro uno dei due ciclomotori con cui i malviventi stavano fuggendo. Al centro del secondo processo d’appello c’è il dna rinvenuto su una camicia trovata sul luogo del delitto.