Il Chievo a Sofia delude i 33 tifosi al seguito

Bulgari in gol dopo pochi minuti e nel finale su rigore: difficile rimediare tra 15 giorni

I «mussi» stavolta non hanno volato. Sono colati a picco, così per il Chievo la prima in Champions è un amaro ko in terra bulgara. Finisce 2-0 per il Levski, più brillante, ma i veneti hanno molto da rimproverarsi. Troppe distrazioni in difesa, troppi errori sotto porta. E non basta la scusante di una condizione ancora precaria.
Pronti via e sono subito dolori. C’è il tempo di illudersi, quando al 5’ Amauri si presenta tutto solo di fronte a Petkov, ma gli calcia in bocca. Tre minuti dopo, però, i veronesi sono sotto: Yovov dalla sinistra mette in mezzo per il comodo tap-in di Domovchiysky. Per i 33 tifosi che si sono sorbiti 20 ore di pullman è una doccia fredda. Il Chievo sbanda, ma con il passare dei minuti prova a uscire dal guscio. E al 27’ sfiora il pari: Zanchetta si avventa su un tiro di Tiribocchi rimpallato, la sfera sibila fuori di un soffio. Dura poco. I bulgari tornano a spingere e solo una prodezza di Moro e il mestiere di Sicignano evitano il cappotto.
Non è serata, lo si capisce a inizio ripresa: Tiribocchi inzucca in rete un cross di Lanna, l’arbitro annulla per un dubbio fuorigioco del centravanti. In campo però c’è un altro Chievo, spavaldo, arrembante. Tiribocchi suona la carica, ma il Levski sfiora il colpo del ko con Domovchiysky, ancora lui. I veronesi hanno finito la benzina, ma ci provano fino all’ultimo. Ed è il palo a negare a Scurto la gioia del gol, a dieci minuti dalla fine. Poi Pellissier sbaglia l’impossibile, e al 39’ cala ogni illusione: rigore, Bardon non sbaglia, è 2-0. Tra due settimane, a Verona, servirà un mezzo miracolo.