Il Chievo spazza via la Reggina

Sandro Benedetti

da Verona

Un massacro? Il risultato dice questo. Ma solo quello. Il Chievo, ingenuo e sfortunato soprattutto nelle ultime gare in trasferta, si scrolla di dosso tutta la malasorte e affonda con una perentoria quaterna la Reggina. Primo tempo di marca amaranto, con un paio di buone opportunità, ripresa in cui il Chievo ha davvero inserito una marcia in più. Il demerito della Reggina è stato proprio quello di non averla cambiata quella marcia. Prestazione monocorde, senza mai pigiare sull'acceleratore necessario soprattutto per rispondere alla rete del vantaggio del Chievo firmata Amauri.
Il brasiliano ha il grande merito di pescare la giocata d'autore nel momento topico. Perfetto l'assist di Lanna dalla fascia, ma altrettanto impeccabile la scelta di tempo di Amauri che inchioda Pelizzoli, ma in primis De Rosa alle sue responsabilità, che sono davvero molte. È qui che la Reggina avrebbe bisogno di una salutare scossa. Chi ha il dovere di prenderla per mano, il capitano Cozza, latita nell'anonimato e quando Pillon getta nella mischia anche Pellissier per uno spento Tiribocchi cala la notte sullo Stretto.
L'attaccante valdostano è devastante, complice però una difesa ospite da dimenticare. De Rosa e Franceschini soffrono la velocità di Pellissier che non solo firma il raddoppio, ma è lui in prima persona a promuoverlo, mettendo alla luce le colpe di una retroguardia banda del buco. La Reggina non si rianima, ci prova Amoruso a scuoterla, ma la fortuna al Bentegodi è solo gialloblù, il colpo di testa dell'attaccante calabrese scheggia la traversa, pericolo scampato e sul rovesciamento di fronte ci scappa il tris. Malagò vede il taglio alle spalle dell'ultimo difensore reggino di Semioli e lo lancia nella prateria.
L'esterno sta per calciare quando Tedesco in recupero lo atterra. Stefanini è giovane e saggio perchè non infierisce, solo un giallo per l'ex perugino. Sul dischetto c'è Amauri che si toglie la soddisfazione della doppietta. Non gli è allora da meno Pellissier. Sulla «sirena» ruba palla a un De Rosa inguardabile, e nonostante il recupero di Franceschini batte ancora Pelizzoli. E sono quattro, ma forse è un'esagerazione.