Chignolo In fila per il pellegrinaggio dell’orrore E sul luogo del ritrovamento spunta un altarino

«Bestie, avete ucciso un angelo»: è una signora anziana a dirlo, vicino al nastro bianco e rosso che separa i giornalisti e i cittadini da quell’ultimo tratto di via Bedeschi, a Chignolo d’Isola, che porta dritto al luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio. Ieri pomeriggio sono stati in tanti ad arrivare in questa anonima zona industriale, che si è trasformata in meta di un pellegrinaggio. Sono centinaia a camminare lungo la strada, dalle due del pomeriggio in poi, con gli ombrelli aperti, arrivati da Madone, Chignolo, Brembate Sopra, da tutta la Bergamasca, da mezza Lombardia. Tutti colpiti dall’orrore che campeggia sulle prime pagine dei giornali nazionali e locali di una domenica grigia e piovosa. Qualcuno porta un fiore, altri si fermano solo a guardare. Altri si portano dietro perfino i bambini. Anziani, mamme, papà, piccoli. Qualcuno ha messaggi di cordoglio, tanti altri usano parole dure. «Certa gente andrebbe appesa in piazza» dice un papà, mentre la moglie tiene il figlioletto in braccio. Pietà e commozione, ma anche curiosità. Il pellegrinaggio dell’orrore prosegue per tutto il pomeriggio, come già era successo ad Avetrana, per Sarah Scazzi.