Chimica, tre Nobel per la proteina fluorescente

Processi come lo sviluppo delle cellule nervose nel cervello o la crescita delle cellule tumorali sarebbero rimasti nascosti e invisibili senza la proteina fluorescente, la cui scoperta è stata premiata ieri con il Nobel per la Chimica. Il premio è stato assegnato a Osamui Shimomura, Martin Chalfie e Roger Tsien, per la scoperta della proteina fluorescente Gfp. Tutti e tre gli scienziati lavorano negli Stati Uniti e ad ognuno spetta un terzo del premio. La proteina Gfp, acronimo dall’inglese Green Fluorescent Protein è stata osservata per la prima volta nel 1962 in una medusa, l’Aequorea victoria. Considerata poco più che una curiosità al momento della scoperta, dal 1992 si è trasformata in uno straordinario e insostituibile strumento a supporto della ricerca biologica e molecolare. Il Nobel per la chimica 2008 parla anche un po’ italiano. Il laboratorio di nanoscienze e nanotecnologie Nest della Normale di Pisa collabora infatti con Tsien. «Dal nostro punto di vista - spiega il direttore Fabio Beltram - è un’importante conferma della validità della nostra scelta di operare in questo campo. Nest lavora intensamente su queste molecole e le loro applicazioni in biologia e biofisica molecolare».