Chinatown: 10 euro per un letto da clandestino

Ha avuto successo l’operazione contro l’immigrazione clandestina portata a termine venerdì degli investigatori del commissariato Sempione a Chinatown. I poliziotti hanno scoperto infatti ben due case albergo, dove gli immigrati erano nascosti, in codizioni igieniche allrmanti, nei sotto tetti. Nel primo sottotetto sottoposto a controllo sono stati trovati 27 posti letto e altri 12 nell’altra casa albergo. In tutto la polizia ha fermato 15 cinesi clandestini che sono stati portati all’ufficio immigrazione di via Montebello per i controlli di rito.
Successivamente, nel corso della medesima operazione, i poliziotti hanno scoperto in via Aleardi anche una bisca clandestina di dama cinese che, nonostante il nome, non un gioco inventato in Cina bensì in Germania ed è un gioco molto diverso dalla dama: si tratta infatti di un gioco da tavolo astratto a cui possono partecipare da due a sei giocatori il cui obiettivo è di spostare le proprie pedine su una stella a sei punte. Nella bisca in questione la polizia ha denunciato 12 cinesi per gioco d’azzardo e ha sequestrato un migliaio di euro.
La Chinatown milanese si conferma così un luogo dove pullulano le attività illecite in un clima di totale omertà: solo le incursioni improvvise delle forze dell’ordine riescono a smantellare loschi giri di affari che altrimenti proliferano senza sosta in questa sorta di universo parallelo di un’altra Milano. E anche l’afflusso di immigrati irregolari dalla Cina, come dimostra il ritrovamento di queste ultime due case albergo, continua e prospera né più e né meno di 10-15 anni fa.
Il primo nucleo di immigrati giunti dal paese della Grande Muraglia a Milano proveniva da Qingtian, nella regione dello Zhejiang e si insediò in via Canonica per concentrarsi sulla lavorazione della seta (produzione di cravatte) grazie alla vicinanza con gli impianti industriali del comasco.
Negli ultimi dieci anni si è assistito a una trasformazione radicale del quartiere, col massiccio ingresso di nuove attività gestite da cinesi, prevalentemente focalizzate sul commercio all'ingrosso, che si sono progressivamente insediate al posto dei dettaglianti italiani lungo via Paolo Sarpi, e nelle strade adiacenti del quartiere Canonica-Sarpi-Bramante.