Chinatown, indaga la procura La Moratti: regole da rispettare

Dopo gli scontri di giovedì tra i vigili urbani di Milano e la comunità cinese il procuratore apre un fascicolo. Consegnata la relazione della Digos, si attende quella dei vigili

Milano - La procura apre un'inchiesta sui disordini avvenuti giovedì scorso in via Paolo Sarpi. Poche ore dopo la consegna della relazione della Digos che ricostruisce gli scontri di giovedì scorso nella Chinatown milanese, tra immigrati cinesi e forze dell'ordine, dopo un diverbio tra una cittadina cinese e i vigili urbani per una multa. Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che la relazione è stata consegnata al procuratore aggiunto Corrado Carnevali. Nei prossimi giorni giungerà in procura anche l'esposto stilato dai vigili urbani.

Accertare le cause Il magistrato iscriverà nel fascicolo Ruo Wei Bu, la donna di 25 anni che, multata da un vigile la mattina di giovedì scorso, avrebbe dato il via ai disordini attirando con le sue grida alcuni esponenti della comunità cinese. L'ipotesi di reato al momento è quella di resistenza a pubblico ufficiale, lo stesso reato per il quale la cinese era stata denunciata a piede libero. A quanto si apprende l'iscrizione della donna nel registro degli indagati serve per approfondire le cause dell'oscuramento delle telecamere installate nella via al momento dei fatti. Prima di affidare il coordinamento delle indagini a un pubblico ministero, Carnevali attende anche il rapporto dei vigili.

Il sindaco: rispetto delle regole "È un problema che riguarda Milano, la comunità cinese e il rispetto delle regole. Non è un tema di politica nazionale o internazionale". Lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che su questo punto, al tavolo Milano che si è svolto in Prefettura, si è trovata in accordo con il governo: "Il problema - ha spiegato la Moratti - va portato al tavolo della sicurezza che si svolgerà domani anche se non riguarda solo questo aspetto. Se da un lato è un problema di sicurezza, infatti, dall'altro riguarda la capacità e la volontà di Milano di creare accoglienza. Per questo è necessaria la collaborazione di tutte le istituzioni".

Penati: delocalizzare le attività "Le regole devono essere rispettate da tutti, bisogna anche discutere con i cinesi delle regole che riguardano il lavoro, del fatto che i bambini non devono lavorare di nascosto nei sottoscala. È necessario che non ci siano attività illegali, le regole devono essere rispettate da tutti". Lo ha detto il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati al termine della riunione Tavolo Milano. Per Penati "quando si parla di delocalizzazione dev'essere chiaro che non stiamo parlando di creare un campo nomadi con i soldi pubblici, stiamo parlando di attività commerciali fiorenti e quindi si deve agire con le logiche del mercato, quindi non ci devono essere sovvenzioni pubbliche o logiche assistenzialistiche".

Manifestazione Nel quartiere nel fine settimana è tornata la calma, ma la rivolta dei residenti cinesi contro i vigili urbani è il sintomo di un malcontento che cova da mesi in città e che ora si è trasferito sul tavolo politico e diplomatico tra le autorità italiane e cinesi. Il bilancio finale degli scontri di giovedì è stato di 14 agenti medicati in ospedale con circa 10 giorni di prognosi per contusioni e lievi ferite, mentre un ufficiale è stato ricoverato per una frattura a una gamba, Le immagini da guerriglia urbana, prima dei tafferugli e poi del sit-in con bandiere e cartelli inneggianti contro la polizia, hanno fatto il giro del mondo e sollevato domande a Pechino. Per stasera alle 20,30 la Lega ha indetto una manifestazione e una fiaccolata a Milano in piazza Gramsci, in difesa dei prodotti meneghini, mentre la comunità cinese prepara una sua manifestazione per mercoledì prossimo.

Cinesi, ambulanti battono grossisti "Cinesi a Milano autosufficienti per negozi: la loro attività in città copre i bisogni di chi cerca prodotti e servizi del Paese d'origine. In negozi soprattutto non specializzati che trattano un pò di tutto". Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese ad aprile 2007. "Dagli alimentari, con otto minimarket specializzati nei prodotti tipici, tre macellerie, dieci negozi di giocattoli e per bambini, quattro negozi di computer e telefonia. Per la cura del corpo - spiega ancora la Camera di commercio -: sette erboristerie, sedici parrucchieri e estetisti. Per la cultura oltre alle sette edicole e cartolerie si aggiungono otto esercizi di noleggio libri, materiale musicale e film. Ma le attività in cui si concentrano le imprese sono dirette a tutta la città: primo fra tutto il commercio ambulante (334). Che batte anche i grossisti (253) e i protagonisti dell'industria tessile (301). Senza dimenticare servizi professionali anche per i matrimoni quali studi fotografici e agenzie di viaggio".