Chinatown, dopo il patto è tornato il caos

«Scontenti? Sì siamo scontenti. Ci eravamo illusi, ma qui non è cambiato proprio niente». A parlare un rappresentante degli italiani che abitano la Chinatown milanese. Dopo il referendum e l’accordo firmato dai cinesi con l’impegno a trasferirsi le attività all’ingrosso ad Arese, tra via Sarpi, Bramante, Canonica nulla sembra essere cambiato. La pax è durata solo pochi giorni, forse appena poche ore. Con furgoni e furgoncini tornati a invadere a ogni ora del giorno e della notte marciapiedi e passi carrai. E le enormi balle di merce trasportate sui trabiccoli con le rotelline, nuovamente padroni del quartiere.
«Nostre ossessioni? Non direi - si difende un residente - Solo venerdì un’anziana è stata investita da un carrello ed è stata ricoverata in ospedale. Nemmeno a dire che era un’orario in cui c’è il divieto di carico e scarico. Qui stiamo lentamente tornando alla situazione in cui ognuno fa quello che gli pare». (...)