Chinatown, presi i killer Uccisero per 1500 euro

«Mancino» e «Rana» - questi i loro nomi di battaglia - erano nascosti in città, in un appartamento di via Delfico (in zona Sempione) dove avevano una stanza in subaffitto. In fondo non erano molto lontani da Chinatown e da via Messina dove, il pomeriggio del 27 aprile scorso, questi due ragazzi cinesi di 17 e 23 anni avevano freddato a colpi di pistola i loro connazionali Zheng Hui e Wei Zhou, 20 e 19 anni.
Gli investigatori che li hanno arrestati - un’azione congiunta tra carabinieri e polizia - li descrivono come spacciatori di droga (la chetamina) senza scrupoli, soggetti in grado di muoversi facilmente e con grande velocità, appartenenti a bande giovanili cinesi, entrambi provenienti dallo Zhejiang, una provincia del sud est della Cina.
Nell’appartamento, insieme ai biglietti ferroviari per Barcellona (segno che i due si stavano preparando a una fuga per l’estero) sono state rinvenute le scarpe che il giorno dell’omicidio avevano lasciato un’impronta insanguinata per strada. Ancora nulla, invece, sulle armi del delitto che quel giorno hanno esploso più di dieci colpi.
Un delitto o meglio un regolamento di conti che si ricollega, secondo gli inquirenti, a una rissa avvenuta il 6 marzo scorso, davanti alla discoteca «Vertigo» di Cinisello Balsamo, che vede tra i protagonisti le vittime e i presunti assassini.
Quest’ultimi sarebbero stati aggrediti dopo il tentativo di spacciare chetamina, un tranquillante usato per sedare i cavalli, davanti al locale in cui le due vittime lavoravano come organizzatori di eventi. Un’offesa che, secondo la cultura cinese, doveva essere pagata anche economicamente. Una compensazione economica su cui però i quattro ragazzi non avrebbero trovano alcuna mediazione.
Secondo indiscrezioni, gli assassini avrebbero chiesto 2mila euro per saldare il debito, ma le vittime sarebbero state disposte a pagarne solo 500. Una discussione, per poche migliaia di euro, che ha portato al duplice assassino di via Messina.
«Il fermo dei due presunti responsabili della sparatoria avvenuta in via Sarpi, grazie a un costante e serrato lavoro di indagine dei carabinieri e della polizia, con la direzione della Procura, è una risposta importante e un segnale di fermezza e di ripristino della legalità». Lo afferma il vicesindaco Riccardo De Corato.
Secondo De Corato «questa operazione congiunta, a dieci giorni da quella terribile esecuzione, contribuirà a riportare un clima di serenità nel quartiere; i presunti responsabili sono persone molto giovani, a dimostrazione che la nuova generazione ha stravolto il tessuto del quartiere. E ha segnato una chiara differenza di modi e atteggiamenti rispetto alla prima comunità, perfettamente integrata e rispettosa della legalità». «Gli arresti - conclude il vicesindaco - danno l’ennesimo segnale che Sarpi non è zona franca per nessuno e sotto nessun punto di vista»
Ieri mattina, intanto, il sindaco Letizia Moratti, durante un incontro con i capigruppo della Casa delle Libertà, ha assicurato che il progetto per far diventare l’area intorno a Paolo Sarpi una zona a traffico limitato, sta procedendo. Il sindaco - rispondendo al capogruppo Lega Nord a Palazzo Marino, Matteo Salvini - ha dichiarato che il Comune sta lavorando con la Regione per la delocalizzazione del commercio all’ingrosso dell’area, nel totale rispetto dei tempi previsti.