Chino e l’umorismo involontario

Il bello della partita sta nell’umorismo involontario a cui spingono gli attaccanti dell’Inter. Ieri sulle tribune di San Siro compariva uno striscione che valeva un programma di satira. Diceva: «Chino resisti». «Recoba 10º anno, grazie Chino». Neppur l’avesse messo Moratti e non tifosi delusi da dieci anni di promesse e delusioni. Che poi il Chino se la passi ad Appiano come un pensionato di lusso, è problema che interessa solo le tasche di Moratti: per gli scudetti c’è tempo. Non sono affare di Recoba. Ma il bello è capitato durante la partita: Mancini richiama Adriano in panchina e dalla curva dei tifosi del Catania cominciano a piovere fischi, come se il Mancio avesse fatto loro il più grande dispetto del mondo. Poveretti, c’è da capirli. Con quell’elefantone in campo, cominciavano a nutrir sogno di portare a casa un pareggio. Proprio vero: Adriano sta diventando un dispensatore di sogni. Ma per gli altri. Ormai sono fischi e fiaschi.