Chirac tradito dal fuori onda in tv: «Tra 5 mesi Beirut può esplodere»

Il presidente francese si lascia sfuggire le sue preoccupazioni sulla missione Onu in Libano davanti alle telecamere. Poi ruba la scena alla presidenza Ue e annuncia: «Pronti mille caschi blu dalla Cina»

Alberto Toscano

da Parigi

Ansioso come al solito di mostrarsi al centro della scena politica planetaria, il presidente francese Jacques Chirac ha pestato i piedi alla presidenza di turno (finlandese) dell’Unione europea, precipitandosi ieri pomeriggio ad annunciare che la Cina è pronta a «contribuire con un migliaio di uomini» all’Unifil «nuova maniera», ossia alla forza di pace delle Nazioni Unite nel Libano meridionale. Oggi la Repubblica popolare dispone in questo Paese mediorientale di 190 militari, inquadrati nella «vecchia» Unifil, ossia nel dispositivo internazionale di duemila uomini già attivo prima della recente risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza. La dichiarazione del presidente francese è stata rilasciata al termine del «Summit Europa-Asia», svoltosi a Helsinki proprio perché la Finlandia è alla testa in questo semestre dell’Unione europea. La futura Unifil, rafforzatasi proprio ieri con l’arrivo di 202 militari francesi, conterà 15mila uomini, di cui 6.900 europei. Il contingente francese (duemila uomini) sarà il più rilevante dopo quello italiano e avrà il comando operativo fino al prossimo mese di febbraio.
Stando alle anticipazioni di Chirac, il primo ministro cinese Wen Jiabao ha colto l’occasione dell’incontro con i leaders comunitari per dichiararsi disponibile a «mandare in Libano un contributo non trascurabile, che potrebbe coincidere col rafforzamento fino a un migliaio di uomini del contingente cinese presente nell’Unifil». Chirac ha anche detto d’essersi personalmente battuto anima e corpo affinché i Paesi asiatici musulmani, in particolare l’Indonesia, e quelli dell’Estremo oriente siano parte attiva nel contesto dell’Unifil «nuova maniera». L’inquilino dell’Eliseo ha anche aggiunto che il summit di Helsinki «può andare fiero» della «solidarietà internazionale» emersa in tale occasione. Certo il primo a essere fiero è lui stesso, comportatosi come se la sua principale ambizione fosse quella di proporsi di fronte ai riflettori e alle telecamere come il vero architetto degli equilibri mediorientali oggi in corso di definizione.
Per quanto riguarda la presenza - nell’ambito dell’Unifil - di forze provenienti da Paesi islamici, il desiderio di Chirac - favorevolissimo alla mobilitazione di malesi e indonesiani - è in contraddizione con i timori degli israeliani, allarmati dalla presenza di militari provenienti da Paesi che non hanno ancora riconosciuto lo Stato ebraico.
Il vertice euro-asiatico di Helsinki ha visto il protagonismo di Jacques Chirac inciampare anche su una gaffe. Parlando col presidente del governo spagnolo José Luis Zapatero (e credendo che i microfoni fossero spenti), il leader francese ha detto: «A mio avviso non ci saranno problemi per due o tre mesi perché Hezbollah ha perso un po’ della propria forza». Poi ha aggiunto: «Ma in tre, quattro o cinque mesi tutto potrebbe diventare pericoloso. Sono un po’ preoccupato per il futuro». Come dire che le cose si faranno difficili proprio quando la Francia cederà all’Italia il comando dell’Unifil. Infine Chirac ha detto a Zapatero: «Molto dipenderà dall’andamento dei negoziati con l’Iran sul nucleare».
Il presidente francese ha criticato duramente la scelta delle tv di trasmettere quelle frasi, la cui diffusione potrebbe avere «conseguenze sulla vita» dei soldati francesi. Ieri in conferenza stampa Chirac ha spiegato: «Si è trattato di concetti che ho avuto l’imprudenza di pronunciare, senza rendermi conto che erano semplicemente e puramente rubati. Erano una riflessione... Non ho immaginato neppure per un istante che potessero essere in qualche modo diffusi. Me ne dispiaccio. Non faccio commenti, se non che me lo ricorderò». Chirac ha poi aggiunto che «non c’è il diritto di utilizzare, su soggetti che possono avere conseguenze sulla vita di uomini e in particolare di francesi, in maniera così leggera questo tipo di cose».