Chirurgia conservativa per neutralizzare il carcinoma mammario

Gianni Mozzo

Una nuova strategia terapeutica per il carcinoma mammario nelle donne anziane: questo il tema di un convegno svoltosi nel Centro Congressi di Villa Elios a Bergamo. Nel corso dell’evento, organizzato dal dottor Ivan Del Prato, responsabile del Centro di senologia dell’Ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo medici di medicina generale e specialisti hanno discusso di queste tematiche.
«La vita media delle donne in Italia attualmente è 82 anni – hanno spiegato il dottor Del Prato e il dottor Gabriele Martelli dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - e le proiezioni demografiche segnalano una popolazione femminile sempre più longeva. Dato che l’incidenza del tumore della mammella cresce con l’aumentare dell’età, si prevede nei prossimi anni un maggior numero di donne anziane colpite da questa patologia».
Se il numero delle donne anziane colpite da tumore alla mammella cresce, le conoscenze circa le possibili differenze nella biologia e trattamento della malattia in questa fascia d’età, sono limitate. «Lo scarso reclutamento di pazienti - afferma il dottor Del Prato - con età superiore ai 65 anni o più nei protocolli diagnostici clinici e la cosiddetta fragilità dell’anziano, sono importanti fattori che contribuiscono a questa limitata conoscenza. Inoltre la concomitante presenza di condizioni patologiche che possono essere causa di morte in una paziente anziana affetta da un tumore a lenta crescita della mammella, potrebbe interagire con la neoplasia stessa, accrescendone la mortalità».
Il cancro della mammella nelle donne anziane ha caratteristiche biologiche peculiari, essendo un tumore meno aggressivo rispetto a quello osservato nelle donne più giovani. Da qui la necessità che gli studi clinici si basino sullo stato fisiologico più che sull’età, e non venga più fissato un limite massimo d’età nelle procedure standard di trattamento. In alcuni centri italiani si è cercato di studiare, attraverso protocolli clinico terapeutici, nuove strategie curative per il trattamento del carcinoma mammario in età senile. Il dottor Gabriele Martelli ha illustrato attraverso i dati della letteratura internazionale, l’evoluzione del trattamento chirurgico del carcinoma mammario nelle donne anziane. Uno studio da lui condotto presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e recentemente pubblicato su “Annals of Surgery”, ha confermato i dati già segnalati dallo stesso autore in precedenti pubblicazioni. I dati emersi da questi lavori hanno evidenziato che, in donne di età superiore ai 65 anni affette da carcinoma della mammella inferiore ai 2 cm di diametro e senza linfonodi ascellari clinicamente palpabili, trattate con quadrantectomia e tamoxifene adiuvante per 5 anni, si può evitare sia la biopsia del linfonodo sentinella che la dissezione ascellare, senza influire sulla mortalità specifica da cancro mammario e sulla sopravvivenza globale.
«Si profila quindi - afferma il dottor Martelli - una nuova strategia terapeutica per il carcinoma mammario in fase iniziale in postmenopausa avanzata: quadrantectomia senza chirurgia ascellare seguita da trattamento con tamoxifene. Con una terapia chirurgica conservativa più ormono-terapia adiuvante queste donne hanno gli stessi risultati in termini di ripresa rispetto a quelle che hanno effettuato un trattamento che prevede ricerca del linfonodo sentinella, dissezione ascellare e radioterapia. Questo approccio conservativo rispetta il delicato equilibrio della donna anziana».