Chirurgia estetica: le donne si ritoccano il viso, gli uomini fanno il trapianto di capelli

Il volto in primo piano. Tra le romane che si sottopongono a interventi di chirurgia plastica il ringiovanimento del viso, soprattutto l’operazione per risollevare le palpebre, è quella più in voga. Dal 2004 al 2006 il numero delle donne che nel nostro Paese si è sottoposto a questo tipo di microchirurgia è passato da 42mila a 47.300. In scala ridotta lo stesso è accaduto nella capitale e sono tantissime le pazienti che l’hanno chiesto a mariti e genitori come regalo di Natale.
I dati della Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica svelano che il secondo posto in classifica spetta a liposuzione e liposcultura, per scolpire il proprio corpo o eliminare le imperfezioni, rimuovendo depositi di grasso non desiderati da addome, fianchi, glutei, cosce, arti superiori e collo, o solo per piacersi di più, seguendo i canoni imposti dalla moda. «La chirurgia estetica si è modificata - spiega il dottor Carlo Magliocca, chirurgo plastico dell’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina e membro del direttivo della Sicpre - cambia la richiesta e l’atteggiamento mentale delle pazienti, che oggi chiedono di correggere i difetti senza stravolgere l’armonia del corpo. L’obiettivo del nostro lavoro è diventato quello di rendere più naturali i risultati. Le romane sono tutte dello stesso orientamento: non apparire “eccessive”, ma eleganti e proporzionate».
Non tramonta mai la rinoplastica, con 38.500 interventi solo nel 2006, la mastoplastica additiva che in Italia è passata da 32mila operazioni nel 2004 a 37.600 e la riduttiva, da 22mila a 24.300. Il lifting, invece, è stato eseguito nel 2006 su 15.200 pazienti italiane. «Ogni donna è unica - prosegue Magliocca - ha il suo stile e non esiste un ideale predeterminato. La richiesta e l’obiettivo sono di evitare interventi invasivi, a favore di interventi soft, che permettono un risultato estetico naturale e fisiologico e un rapido reinserimento nella vita sociale. Così oggi il lifting tradizionale è stato sostituito da operazioni chirurgiche minori che abbinate alla blefaroplastica, all’utilizzo della dermoabrasione, dei “filler” e della tossina botulinica garantiscono una rapida convalescenza e un risultato naturale».
Le signore romane vogliono essere armoniche ed eleganti. «Quando mi chiedono di correggere un seno piccolo - conclude Carlo Magliocca - scelgo le dimensioni della protesi non solo in base al torace, ma in armonia con tutto il corpo della paziente, considerando anche il volume di glutei e addome. Lo stesso quando devo eseguire una lipoaspirazione: non aspiro grasso per ridurre i volumi, ma per rimodellare le forme di gambe, ginocchia e caviglie». E gli uomini romani? Non disdegnano otoplastica e addominoplastica. Ma quello che va per la maggiore è il trapianto dei capelli.