Chirurgia plastica, le pornostar i nuovi modelli

L'ultima moda in arrivo dall'estero è l'intervento per assomigliare alle attrici di film hard. Pericoloso anche il marketing delle cliniche private. L'Istituto dei tumori di Milano lancia l'allarme: "Interventi delicati, non privi di rischi chirurgici"

Lancia l'allarma l'Istituto dei tumori di Milano sulle tendenze che arrivano dall'estero in materia di chirurgia plastica e che vedono sempre più donne scegliere interventi per assomigliare sempre più alle attrici di film pornografici.
Un intervento più di altri preoccupa i medici: la labioplastica, cioè la riduzione delle labbra vaginali. "Le operazioni di vaginal rejuvenation si stanno moltiplicando con notevole facilità - denuncia Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e microchirurgia presso l'Istituto Nazionale Tumori di Milano, intervistato dal sito Klausdavi.com - e a farne le spese sono tante donne dai 18 ai 55 anni. Alcune ansiose o insicure, inoltre, vengono influenzate negativamente dal marketing della chirurgica estetica privata, dove non esiste purtroppo una adeguata regolamentazione".
Negli Usa, dove addirittura sono comparse compagna pubblicitarie che incentivano gli interventi di chirurgia vaginale, questa tipologia di operazione risulta essere la terza per ordine di crescita, secondo l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery. Un'inchiesta del quotidiano britannico Guardian ha svelato poi che una delle cause dell'aumento di queste operazioni riguarderebbe proprio la sempre maggior presenza del porno nella cultura moderna. E in Europa è boom di queste operazioni. Secondo quanto riferisce il sito Klausdavi.com, l'Harley Medical Group, importante studio di chirurgia estetica inglese, ha ricevuto più di 5mila richieste per la cosmetica ginecologica nel 2010, il 65 per cento delle quali per una riduzione delle labbra, il resto per un ispessimento e rimodellamento. E anche la Spagna non è da meno: secondo la Sociedad Espanola de Cirugia Plastica Reparadora y Estetica, la chirurgia 'intima' è aumentata, solo nell'ultimo anno, del 20 per cento. Il problema però, denunciano i medici è che non esiste documentazione approfondita sulla materia.
"Si tratta di interventi molto delicati, non privi di rischi chirurgici - prosegue Riggio - che non hanno alle spalle un serio studio clinico di risultati e follow-up".